Campo Dall’Orto, andare oltre a “una Rai ferma al modello tv”. Oggi audizione in Vigilanza

24 novembre 2015

Antonio Campo Dall’Orto

In attesa della seconda parte dell’audizione che lo vedrà oggi di fronte alla Commissione di Vigilanza Rai, insieme alla presidente Monica Maggioni, il dg Antonio Campo Dall’Orto ha sintetizzato il senso dei primi mesi del suo lavoro nella tv di Stato, in una intervista pubblicata sul Corriere della Sera lo scorso sabato. Quattro mesi in cui il dg sente di avere dato “una fortissima accelerazione al cambiamento, per portare avanti un percorso che si è interrotto”.

Qualche esempio?  “Ho istituito una direzione creativa che contaminerà tutte le attività, e una direzione digitale, che farà della Rai una media company. Ricordo l’accordo con Sky per portare Rai 4 sul satellite e quello con Netflix per la coproduzione di Suburra. Ci vuole più tempo a costruire una macchina nuova che a mettere il carburante in una vecchia. Noi stiamo costruendo una macchina del tutto nuova”.

Obiettivo, “andare oltre a una Rai ferma al modello tv, e basta”. Per farlo, serve partire sempre dai prodotti, “vanno pensati fin dalla loro origine per tutte le destinazioni possibili – sottolinea Campo Dall’Orto -, dalla tv allo smartphone a internet. Il tutto cercando di rendere evento tutto ciò che lo può essere”…“lavorando sulla comunicazione e il coinvolgimento delle persone”. E cita l’esempio della fiction su Lea Garofalo “abbiamo fatto promozione e collegamento con gli altri nostri programmi, creando un evento destinato a rimanere nell’immaginario di chi l’ha visto. Risultato: quasi il 20% di ascolti; quasi il doppio dei due talk show in programma contemporaneamente”.

Ma i talk non sono morti per il dg, “anzi, stanno migliorando, riconosco la volontà di diventare più comprensibili. Per esempio la formula del sabato sera di Fazio funziona. Ma sono troppi. E non ha senso schiacciarli l’uno contro l’altro nella stessa sera”.

Nuove scelte di palinsesto, nuovi direttori di rete e manager?  “Ci sarà un giusto equilibrio tra le competenze esterne e quelle interne – risponde Campo Dall’orto -. La direzione creativa e quella digitale non esistevano. Per la direzione digitale ho individuato un manager che proviene da esperienze internazionali. Per la direzione creativa sto facendo una ricerca che coinvolga sia interni che esterni. In altri ruoli valorizzeremo i talenti che sono già in Rai e sono disposti ad accettare la sfida della trasformazione”.

Il punto “è usare meglio le risorse, e ancor di più le persone”.