Massimo Costa (Wpp): “Il 2015 conferma e migliora i risultati del 2014”. Crescita di circa il 10%

9 novembre 2015

Massimo Costa

di Serena Poerio


“Il 2015 conferma e migliora i risultati dell’anno precedente”. Queste le parole di Massimo Costa, country manager di Wpp Italia sull’andamento del gruppo a margine del 4° Forum Wpp/The European House-Ambrosetti. La crescita è, secondo quanto risulta a Today Pubblicità Italia, circa del 10%.

“Wpp si conferma il più importante gruppo strutturato e omogeneo che offre ai suoi oltre 1.000 clienti servizi digital, ricerche, advertising e media – ha continuato il manager -. Siamo a disposizione dei clienti per fare in modo che investendo in comunicazione aumentino i consumi”.

La crescita è sia organica sia dovuta a una politica di nuove acquisizioni. Costa ha poi precisato: “Si potenzia molto la parte consulenziale. Lavoriamo sempre di più con aziende di consulenza e con i protagonisti del mondo digitale. Affianchiamo i clienti nella realizzazione dei piani marketing. Ci pagano sempre meno per fare pubblicità tradizionale, sempre meglio per fare servizi di consulenza”. Tra gli ambiti che Costa evidenzia in  crescita figurano: “consulenza, media e ricerche”.

Dopo il recente annuncio dell’acquisizione della digital agency indipendente Essence, Wpp ha attualmente altri 4 dossier aperti riguardo progetti di acquisizione in ambito digital. A questo proposito a breve dovrebbe essere annunciato l’ingresso di un’agenzia che opera in questo settore.


Italia, avanti tutta nel mondo grazie a una giusta comunicazione 

Tra export e digitalizzazione, tra segnali di fine crisi e il successo dell’Expo ecco da dove può ripartire la ripresa dei consumi

Usare la comunicazione come leva imprescindibile per la crescita dell’Italia nel mondo. Ha inseguito questo tema la quarta edizione del Forum Wpp/The European House-Ambrosetti, che si è svolta  a Milano lo scorso 6 novembre, con il titolo ‘Il ruolo della comunicazione per la società di domani: generare valore e cambiamento culturale’.

L’annuale appuntamento dove vengono presentate le attività dell’Advisory Board Wpp Italia ha visto la partecipazione di oltre 250 rappresentanti di aziende italiane e internazionali. Rappresentanti di alcuni tra i più importanti gruppi industriali italiani e internazionali ed esponenti del mondo accademico e della società civile si sono susseguiti sul palco, moderati da Maria Latella di Sky Tg24.

“Per la prima volta, dal 2012, ci sono dei segnali sulla fine della crisi: c’è un ottimismo nell’anima, spinto da alcuni eventi, in primis l’Expo appena conclusa che ha aiutato a incrementare l’export – ha dichiarato Massimo Costa, country manager di Wpp, nello speach che ha introdotto i lavori -. Con le nostre attività di analisi e ricerca abbiamo registrato un piccolo miglioramento dell’immagine dell’Italia nel mondo presso i nostri oltre 1.000 clienti e tra i nostri colleghi di ogni continente. Ora dobbiamo lavorare e continuare su questa strada nel 2016, dimostrando di avere una delle migliori strutture manifatturiere al mondo e di essere tra i migliori gestori di eventi complessi”.

Dal momento che non esiste un pubblico ‘appassionato di Expo’, “comunicare l’evento è stato difficile – ha precisato Giuseppe Sala, commissario unico delegato  a Expo 2015 -. La radio, con un mio intervento quotidiano su RTL 102.5, e la rete, grazie alla quale la nostra reputation è passata in sei mesi da 23% al 67% si sono rivelati due mezzi imprescindibili, così come il passa parola che ha avuto più forza dello spot tv. Durante lo svolgimento, quasi tutto il budget è stato declinato per costruire un’eccellente organizzazione”.

Ma Expo ora è terminato e quindi bisogna ripartire. Il contributo della comunicazione deve supportare quattro obiettivi chiave: aumentare le esportazioni delle imprese italiane di ogni dimensione; attrarre un sempre maggior flusso di investimenti da ogni parte del mondo; aiutare le imprese che hanno trasferito proprie produzioni all’estero a tornare a in Italia; migliorare la online casino percezione e l’immagine dell’Italia nel mondo. In realtà, il sentiment positivo e la crescita di fiducia anche da parte delle aziende, non si sono ancora tradotti in numeri di crescita reale, e si riscontra ancora un forte divario tra Nord e Sud nella ripartenza dei consumi.

“Le previsioni per il 2016 registrano in 1,4% di crescita del PIL con 1,7% per il Centro Nord e 0,5% per il Sud. Dal 2009 in poi la forchetta si è ampliata”, ha detto Marco Costaguta, presidente di LTP e membro dell’Advisory Board Wpp.

“Comunicare l’Italia non è semplice, c’è il rischio di cadere nel codice ‘cialtronistico’ pieno di stereotipi (eccesso di gestualità, la mania del football, ndr)”, ha spiegato Carlo Calenda, vice ministro del Ministero dello Sviluppo economico, che a inizio 2015 insieme a Ice ha presentato il video ‘Italy The Extraordinary Commonplace’, realizzato dall’agenzia Leo Burnett, per evidenziare i punti di forza del Paese, che oltre a moda, design e food, è tra i primi nel mondo nell’industria manifatturiera, nell’automotive, nel farmaceutico, nell’aerospaziale, nella nautica e nelle infrastrutture.

“Il rapporto tra export e PIL in Italia è del 30%, in Germania del 50% – ha proseguito il vice ministro -. Nel 2015 sono stati stanziati 260 milioni per il piano complessivo di rilancio dell’export che comprende rafforzamento delle fiere, comunicazione, consulenze all’interno delle aziende per fare piani industriali”. Un altro aspetto da non sottovalutare è comunque l’avvento del digital che ha cambiato molti modelli di business.

“Digital first è il modo in cui pensiamo per raggiungere le audience in più modi – ha detto Andrea Zappia, ad di Sky Italia -. Dal 2003 al 2011 c’è stato il lancio di MySky, ma negli ultimi 4 anni l’On demand, SkyGo, Sky Online, IPTV, Connected Multivision. Il digital entra anche nei contenuti e cambia i modelli operativi delle produzioni”.

“Per noi la rivoluzione non è solo digitale, ma anche mobile – ha dichiarato Paola Bonomo, global marketing services director, Southern Europe di Facebook -. Attualmente il mezzo più ingaggiante è il video: se ne registrano, al giorno, 8 miliardi su Fb, di cui il 75% fruito da mobile. Oggi lo schermo del mobile non costituisce nemmeno più un limite per la creatività”.

Per chi è, invece, figlio della old economy, come McDonald nata negli anni ‘50, “la sfida è più difficile: non essendo ‘nativi digitali’ e anche di grandi dimensioni, dobbiamo essere ancora più rapidi nel capire le tendenze”, ha commentato Roberto Masi, ceo di McDonald’s Italia, che sta puntando su innovazioni importanti, tra cui l’ordinazione personalizzata e il servizio al tavolo.

“Facebook non paga le tasse in Italia ma ci ha condotti in un mondo nuovo, l’Italia ha un problema manageriale finché non verrà istituzionalizzata la meritocrazia”, ha sentenziato Luca Garavoglia, presidente del Gruppo Campari. (V.Z.)