Upa lancia Upaperlacultura.it: per gli investitori adv un database per le sponsorizazioni

22 ottobre 2015

di Valeria Zonca


Un nuovo modo di sostenere la cultura con gli investimenti degli spender in adv che vogliono diversificare gli strumenti delle strategie di comunicazione connesse ai propri brand. E’ questo lo scopo che si prefigge Upa-Utenti Pubblicitari Associati con il lancio del progetto senza scopo di lucro Upa per la Cultura, con il sito Upaperlacultura.org, presentato ieri presso il Pavilion Unicredit a Milano.

“Per gli investitori pubblicitari, la cultura è un settore importante perché ha un’influenza sullo sviluppo economico: è nostro interesse operare in una società avanzata, attenta alla sperimentazione e alla valorizzazione della storia – ha spiegato il presidente di Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi -. In Upa è stata fatta una ricerca che ha evidenziato come tra gli investitori pubblicitari l’85% sia interessato a sponsorizzazioni culturali, mentre il 65% lo fa già, mettendo in campo un valore di 300 milioni l’anno”.

Secondo i dati diffusi dal presidente di Upa, rispetto al PIL nazionale italiano, l’investimento in cultura è dell’1,1%, contro una media europea del 2,2% (con la Francia che viaggia al 2,5%). Lo Stato negli anni passati ha ridotto gli investimenti del 23,7% e il budget del Ministero dei Beni Culturali è tornato a quello del 1998, comunque al più basso livello dal Dopoguerra. L’Italia è al 78° posto al mondo come contributo del turismo al PIL e al 64° come contributo del turismo all’occupazione. Le sponsorizzazioni sulla cultura sono calate del 50% a seguito anche del decremento dei fondi privati, come quelli delle Fondazioni bancarie. Dopo le note dolenti, qualche spiraglio però c’è.

“Nel nuovo Patto di stabilità, il governo ha deciso di aumentare il contributo cultura assegnando al Ministero dei Beni Culturali ulteriori 150 milioni (+8%)”, ha proseguito Sassoli. Upaperlacultura.it offre un database di progetti di sponsorizzazione/partnership culturale, proposti da enti pubblici o soggetti di diritto privato con finalità pubbliche (fondazioni) per progetti inerenti ad archeologia, arte, architettura, musica, cinema, libri, teatro, che possono essere consultati dalle imprese, associate a Upa o meno.

“Abbiamo pensato a qualcosa che incrociasse domanda e offerta in modo semplice. Una condizione richiesta è quella di caricare sul sito progetti da realizzare da un anno con l’altro, o almeno dopo sei mesi dalla pubblicazione: questo per permettere alle imprese di inserirli nel budget di comunicazione. Potremo fare una valutazione dell’iniziativa nel corso della prossima assemblea Upa il 29 giugno”, ha concluso Sassoli, che ha presentato la piattaforma con Maurizio Beretta, Head of Group Identity & Communication del Gruppo Unicredit, Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano, Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, Gianfranco Maraniello, direttore del Mart e Lodovico Passerin d’Entreves, Senior Advisor FCA-Fiat Chrysler Automobile.

Tra i primi commenti proattivi all’iniziativa, un tweet di Giorgio Cattaneo, presidente di MyPr: ‘Ci siamo #UPA per la cultura è online upaperlacultura.org. Ora #advisor veri per valorizzare il ns patrimonio’. “Sposo l’iniziativa al 100% – ha commentato -. Upa ha scardinato un tema importante per la corporate reputation delle aziende, bypassando il concetto di mecenatismo per creare una rete continuativa”.