Assocom pensa alla denuncia pubblica delle gare irregolari

22 ottobre 2015

Stefano Del Frate

di Valeria Zonca

“Stiamo lavorando ai programmi per il 2016 e alla ridefinizione strategica dell’associazione dopo l’ingresso di PR Hub che ha portato le imprese di comunicazione, nazionali e multinazionali, associate a quota 84, con l’obiettivo di raggiungere i 90 membri a fine anno”, ha dichiarato Stefano Del Frate, segretario generale di Assocom, ieri a margine della presentazione di Upa per la Cultura (vedi notizia). L’associazione sta ridefinendo, quindi, il proprio ruolo sul mercato, alla luce anche del fatto che “è poco probabile il ritorno di sigle Wpp fuoriuscite”.

Altro tema sempre caldo per l’associazione guidata dal presidente Marco Testa è quello delle gare.

“Stiamo facendo una rilevazione con oggetto il tema delle gare fatte nell’ultimo anno: anni fa, era il 2008, un’altra indagine aveva evidenziato che un terzo delle gare indette non aveva esito. A distanza di 7 anni abbiamo la sensazione che lo scenario non sia cambiato – ha spiegato Del Frate -. Abbiamo proposto la ‘scheda gare’ con il rimborso di 5mila euro per ufficializzare il fatto che un’azienda avesse una reale volontà di portare a termine un pitch, al di là dell’iniziativa personale di qualche direttore marketing. Se la scheda, come pare, è diventata desueta si passerà, una volta completata l’analisi in corso, alla denuncia pubblica dei casi non regolari. La domanda di base rimane: ‘chi paga queste gare?’ La verità è che si stanno sprecando risorse di un mercato che è già in difficoltà e questo è controproducente per tutti”, ha concluso il dg.