Auditel, Sassoli: “Dopo il black out, accelerata sulla quotazione in Borsa”

22 ottobre 2015

Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa

Il presidente di Upa pone l’accento sulla necessità di avere più tecnologia per la lettura di tutti i dati

di Valeria Zonca

Tra una settimana, presumibilmente, l’Audigate dovrebbe giungere a una conclusione che riappacifichi gli animi di tutti gli attori del mercato riguardo alla rilevazione e alla diffusione dei dati.

“Non voglio prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi che il 27 ottobre Auditel decida di sospendere la diffusione dei dati fino alla formazione del nuovo panel allargato. Otto giorni fa è nato un cantiere, volto a cercare la soluzione per fornire al mercato i dati”, ha commentato ieri a margine della presentazione di Upa per la Cultura il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi (vedi notizia).

“Appena avremo risolto il tema dei dati, si partirà immediatamente con l’operazione di quotazione in Borsa che diventa prioritaria e che intendiamo realizzare entro il 2016 per avere una maggiore trasparenza e ‘modernizzare’ la compagine azionaria, ferma al 1984, Potra’ entrare, ad esempio, anche Google. Nel momento in cui si fa una public company con regole precise per l’ingresso, eventualmente con un tetto massimo di quote per azionista, i valori sono condivisi da tutti – ha proseguito -. Raccogliere le risorse economiche significa poterle reinvestire nella ricerca e nella tecnologia: l’obiettivo è quello di misurare anche tutta la fruizione dei video non solo sulla tv ma su ogni supporto. Articolare maggiormente l’Auditel in termini di ricerche è un dovere”.

Intanto ieri l’ad di Sky Andrea Zappia ha risposto a Urbano Cairo con una lettera sul Corriere della Sera in cui spiega che “lo Smart Panel non è e mai sarà uno strumento alternativo ad Auditel. Ma non è neanche uno strumento ‘di parte’, che ha bisogno di una ‘patente di credibilità’, visto che è regolarmente certificato da un soggetto indipendente”.