Upa, nuovo appello alla responsabilità nel black out di Auditel

21 ottobre 2015

Lorenzo Sassoli de Bianchi

di Valeria Zonca


Urbano Cairo, presidente di La7 (e azionista di Rcs), ha espresso ieri in una lettera alcune perplessità a proposito di un articolo firmato da Aldo Grasso e apparso lo scorso 18 ottobre sul Corriere della Sera a proposito dell’Audigate e dei dati forniti da Sky sull’ultima puntata di X Factor eleborati con il Smart Panel Real Time.

Secondo l’editore non si tratta di “un campione non rappresentativo della popolazione italiana perché è ricavato solamente tra gli abbonati a Sky” e “sarebbe stato  più elegante e corretto da parte di Sky non pubblicare alcun dato in queste due settimane di sospensione delle pubblicazioni, ma in mancanza di questa eleganza credo che l’Agcom possa intervenire per evitare un uso distorsivo di dati, in assenza di dati super partes” (per leggere la lettera in versione integrale clicca qui).

“Questi sono temi tra concessionarie ed editori e Upa non entra nel merito – ha commentato il presidente di Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi a margine della premiazione del Premio di Impresa (vedi notizia) – anche se Cairo fa giustamente riferimento all’Agcom. Io ribadisco l’appello, già fatto venerdì scorso, di responsabilità di tutto il sistema in questa fase di black out”.

Resta invariata invece la previsione di chiusura del mercato pubblicitario da parte di Upa.

“Dopo 5 anni tornerà il segno più, con una stima tra l’1 e il 2%: all’interno si vedono due tendenze predominanti: una riguarda il mondo dei social e del search su internet e l’altro la radio, un mezzo che sta crescendo a due cifre. In Italia esiste un fatto culturale, dato da 5 milioni di imprese di cui solo il 5% è sopra i 10 dipendenti. Solo 15 mila imprese investono in comunicazione rispetto alle 20mila della Francia e alle 30mila di Germania e Regno Unito. Oggi fare qualcosa e non comunicarlo è come non farlo: è necessario essere innovativi nella creazione di prodotti, ma allo stesso tempo le imprese devono capire chi sono agli occhi del potenziale cliente. Farsi notare non basta se la creatività non è legata a un chiaro progetto di posizionamento. Ciò che è necessario è avere metodo e avvalersi di professionisti”.


Web System, 2015 positivo con oltre 4.000 clienti attivi

Oltre 4.000 clienti attivi: con questi numeri System 24, la concessionaria del Gruppo Sole 24Ore, si prepara “a chiudere un anno in positivo – come ha confermato il dg Ivan Ranza ieri a margine della premiazione di Premio d’impresa -. L’area sviluppo clienti è in crescita così come l’area internazionale, dove vantiamo una leadership consolidata che pesa attorno all’11-12% del  fatturato totale. Nel portafoglio cerchiamo un’affinità di target con il mondo del Sole 24 Ore con il Financial Times o la CNN. Dopo qualche mese di sofferenza, segno più anche per la raccolta digital, che rappresenta il 25-30% del fatturato”.

Implementazione anche per progetti legati agli sport amati dai lettori del sistema Sole con l’arrivo nel team di Massimo Martellini, nel ruolo di head business Sport. Ranza ha sottolineato anche come a contribuire ai conti in attivo ci sia stato un ‘effetto Expo’, “più che altro sulla mentalità e sulla sensibilità rispetto ad alcune operazioni editoriali come la nostra sui ‘Nuovi mestieri del cibo’”.

Infine sul premio, di cui Sole 24 Ore è partner, il dg ha commentato che “la collaborazione proseguirà. Siamo felici di svolgere un ruolo di sensibilizzatori su una fascia di clientela più piccola, dove cerchiamo di sviluppare oltre alla comunicazione consumer, attività di b2b per rivolgersi al territorio, creare consenso e raccontare la propria impresa”. Secondo il manager conta la “rilevanza dell’informazione di qualità che si riesce a trasferire agli investitori.

Per prodotti verticali come i nostri ci sono spazi perché hanno una relazione molto solida con la propria audience. Credo nei prossimi anni gli editori veri avranno un ruolo fondamentale e la stampa riacquisterà il valore inestimabile che ha sempre avuto e che negli ultimi anni non è stato sufficientemente riconosciuto”. (V.Z.)