Urbano Cairo sui dati Sky: “data una patente di credibilità ad una ricerca di parte”

20 ottobre 2015

Urbano

La lettera di Urbano Cairo al Corriere della Sera pubblicata sul quotidiano il 20 ottobre 2015

“Caro direttore, nel leggere l’articolo sul Corriere della Sera di domenica a firma Aldo Grasso e dal titolo ‘Dati d’ascolto in stile Sky, in tempo reale i gusti degli spettatori’ mi sono venute spontanee alcune considerazioni in merito al tema delle rilevazioni d’ascolto di cui vi siete molto occupati di recente e che spero possano dare un contributo di eticità e chiarezza a questo argomento di pubblico interesse, tanto è vero che è sottoposto al controllo di un’Authority come Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Auditel, per le problematiche note, ha deciso di sospendere per due settimane la pubblicazione dei dati di ascolto. Mi ha stupito leggere su un giornale autorevole come il Corriere della Sera e a firma di un altrettanto autorevole critico televisivo un articolo che dà una patente di credibilità, pur con alcuni sommessi distinguo e riconoscendone la non utilizzabilità per il mercato pubblicitario, ad una rilevazione manifestamente di parte come l’immodestamente chiamato «smart panel real time», in quanto realizzato da Sky, ovvero uno dei broadcaster rilevati da Auditel (nel cui consiglio di amministrazione sono recentemente entrati due dirigenti di Sky). Oltretutto il panel di Sky, come scritto nell’articolo, è un campione non rappresentativo della popolazione televisiva italiana perché è ricavato solamente tra gli abbonati a Sky e non riflette la maggioranza della popolazione italiana che non è abbonata a Sky. Sarebbe certamente stato più elegante e corretto da parte di Sky non pubblicare alcun dato in queste due settimane di sospensione delle pubblicazioni, ma in mancanza di questa eleganza credo che l’Agcom possa intervenire per evitare un uso distorsivo di dati, in assenza di dati super partes. E forse, in un momento come questo, ci si poteva aspettare una maggiore prudenza anche da parte di Aldo Grasso prima di dare una patente di credibilità ad una ricerca di parte”.