AppNexus sceglie comScore per il programmatic

14 ottobre 2015

Fabrizio Angelini

Il colosso ha presentato ieri uno studio che analizza l’impatto del traffico non umano sulle performance delle campagne di advertising

di Fiorella Cipolletta

ComScore, società globale operante nel settore della misurazione e dell’analisi dei media digitali, ha siglato una partnership esclusiva con AppNexus.

“Da ieri le soluzioni di programmatic di comScore saranno disponibili su AppNexus – ha dichirato a Today Pubblicità Italia Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers che rappresenta in esclusiva comScore in Italia -. Siamo al lavoro anche con nuovi partner che a breve comunicheremo al mercato”.

AppNexus condividerà l’iniziativa comScore Industry Trust, pensata per consentire la realizzazione di transazioni affidabili tra compratori e venditori che si propone di mettere a disposizione un rating indipendente delle inventory pubblicitarie di qualità, nonché attivare le inventory di qualità sia nel trading programmatico e del media planning tradizionale.

Gli inserzionisti saranno in grado di acquistare impression in maniera programmatica servendosi delle stesse metriche comScore già utilizzate da anni per gli acquisti pubblicitari tradizionali. Tali metriche comprendono quelle disponibili in soluzioni comScore quali MMX Multi-Platform e Video Metrix.

Le metriche comScore sono disponibili all’interno di piattaforme programmatiche selezionate, come MediaMath, Turn, The Trade Desk, Rubicon Project e Eyereturn Marketing,e da oggi anche su AppNexus. ComScore, sempre nella giornata di ieri, ha  presentato durante lo Iab Seminar un nuovo studio sul fenomeno del traffico non umano (non-human traffic, NHT).

Un resoconto completo che affronta nel dettaglio la tematica svelando gli impatti e le conseguenze che esso può avere su tutte le metriche di performance ed efficacia che le aziende utilizzano per dimostrare il proprio successo.

Nel documento che comScore ha realizzato sul traffico non umano e disponibile da ieri (clicca qui), vengono analizzati nel dettaglio i modi in cui questo fenomeno può distorcere i dati e cosa si può fare per ottenere misurazioni più accurate.

“Sui dati dati di viewability e in-target, e i KPI c’è un problema – allerta Angelini -. Se non si provvede a eliminare il traffico non umano dalle proprie misurazioni – conclude – con ogni probabilità, ci si ritroverà ad avere a che fare con risultati errati. In Italia il problema è ancora contenuto. Infatti il traffico non-umano rilevato sui publisher italiani è inferiore all’1%”.