Il mercato digitale torna a crescere: primo semestre +1,5%, anno +1,3%

13 ottobre 2015

Dopo anni di crisi, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti digitali) ha finalmente ripreso a crescere. Nel giro di un anno è passato dal -1,4% del 2014 al +1,5% del primo semestre 2015 a 31.583 milioni di euro e a una previsione annua 2015 rivista al rialzo dall’1,1 all’1,3%, per un valore di 65.100 milioni. L’inversione di rotta spicca dal raffronto dei dati semestrali: l’attuale +1,5% segue al -3,1% dello scorso anno.

“Segnali incoraggianti: le componenti più innovative e legate alla digital economy ora fanno crescere il mercato, mentre sino allo scorso anno si limitavano ad attenuarne la caduta – ha commentato il presidente di Assinform Agostino Santoni -. Ma l’evoluzione tecnologica chiede di più per non bloccarsi: dall’accelerazione dei programmi di innovazione del governo al coinvolgimento delle pmi, alla creazione diffusa di nuove competenze”.

Già a un primo livello di disaggregazione, i dati indicano che al recupero hanno concorso un po’ tutti i comparti. Anche i servizi di rete, che nel primo semestre dello scorso anno erano caduti del 9,2%, sulla spinta del calo delle tariffe, trascinando al ribasso l’intero mercato. La stabilizzazione di questa componente, che pesa per un terzo (11.980 milioni), dell’intero mercato digitale, non ha più cancellato la crescita delle altre: Servizi ICT a 5.096 milioni (+ 0,3% a fronte del -2,4 dell’anno prima); Software e Soluzioni ICT a 2.732 milioni (+4,5%), Dispositivi e Sistemi a 8.275 milioni (+0,5%), Contenuti Digitali e Digital Advertising a 3.500 milioni (+9,3%).

Nella prima metà del 2015 e nell’ambito dei singoli comparti, gli andamenti delle diverse componenti sono risultati sempre più divergenti, con la decelerazione di quelle più tradizionali e l’accelerazione di quelle più legate alla trasformazione digitale dei modelli produttivi (processi aziendali e di filiera), di approvvigionamento e vendita e di business intelligence, e anche dei modelli di consumo. Il mercato dei dispositivi e sistemi è infatti quello che più ha subito lo spostamento dell’attenzione dalla materialità alla funzionalità dell’ICT. È infatti cresciuto di poco (+0,5%) e in modo molto asimmetrico.

E’ calata la componente pc (-4,4% in volumi, per effetto di un calo di tutti i segmenti: -5,6% server, -7% desktop, -3% laptop) e dei tablet (-14%, concentrati sul solo mercato consumer, oramai saturo in carenza di sostanziali novità), mentre hanno spinto gli smartphone, cresciuti del 7,4% a 1.430 milioni, trainati dall’interesse alle nuove applicazioni in mobilità. Interesse reso ancora più evidente dalle crescite rilevate nel primo trimestre 2015 sul primo trimestre 2014 per le SIM con traffico dati: (+16,5%, a 45,1 milioni di unità) e il traffico su rete mobile (+ 49,1%, per 158 milioni di gigabyte). Una nota molto incoraggiante viene dai servizi Ict, secondi solo ai servizi di rete per peso sul mercato digitale complessivo. La crescita rilevata, per quanto contenuta (+0,3% a 5.096 milioni), pone fine a un trend negativo che durava da anni e che rivela tutta la consistenza dell’emergere di nuovi e più evoluti trend di spesa e di investimento.