Best Global Brands 2015: Apple, Google e Coca-Cola saldi sul podio

6 ottobre 2015

Per il terzo anno consecutivo, Apple e Google si confermano ai vertici della Best Global Brands – ricerca di Interbrand -, rispettivamente al primo e al secondo gradino del podio. Con un valore di 170,276 miliardi di dollari, Apple accresce il proprio valore del 43%. Il brand Google, valutato 120,314  miliardi di dollari, incrementa il proprio valore del 12%. Mentre Coca-Cola si mantiene salda al terzo posto, al quarto si posiziona Microsoft che sorpassa IBM.

Balzo in avanti anche per Amazon che, per la prima volta, entra nella top 10 con un valore del brand pari a 37,948 miliardi di dollari.  Sono altri 5 i nuovi ingressi: Lego (#82), PayPal (#97), MINI (#98), Moët & Chandon (#99) e Lenovo (#100). Quest’ultimo è il secondo brand cinese presente nello studio: Huawei ha fatto il suo debutto nel 2014 e quest’anno si posiziona al n.88, con un + 15% del valore del brand. I brand dei settori IT e automotive dominano la classifica con un totale di 28 posizioni su 100. In particolare, il valore aggregato dei brand della tecnologia corrisponde a circa un terzo (33,6%) del valore totale dei 100.

“Lo studio Best Global Brands mette in evidenza le strategie che i brand dovrebbero perseguire per avere successo in un mondo iper- frammentato, quale quello di oggi. Dato che gli individui richiedono esperienze immediate e personalizzate, imprese e brand devono muoversi ‘alla velocità della vita’”, spiega Jez Frampton, Global Chief Executive Officer di Interbrand.

L’Italia è rappresentata da due brand: Gucci e Prada, entrambi segnati da un anno di sfide. Il brand toscano subisce un rallentamento e scivola in posizione 50 con un valore di 8,882 miliardi di dollari. Prada, posizione 69, registra un +4% portando il proprio valore a 6,222 miliardi di dollari, anche grazie alla reazione alla contrazione del mercato cinese.

“La presenza ridotta dei brand italiani si spiega con la dimensione relativamente contenuta delle imprese che compongono il nostro tessuto industriale: questo, nell’ambito di una classifica per valore economico, è Determinante – osserva Manfredi Ricca, Chief Strategy Officer EMEA & LatAm e responsabile dell’ufficio italiano -. Al di là dei due presenti in classifica, i nostri brand sono estremamente influenti, ma sono per lo più all’interno di economie aziendali relativamente ridotte. E questo è a sua volta spiegato da diversi fattori, quali un mercato dei capitali relativamente ancora in fase di sviluppo, l’assenza di player globali in settori strategici come quello dell’information technology, una certa tendenza alla non aggregazione”.