Hallelujah annuncia l’alleanza con Delta Askii

24 settembre 2015

di Andrea Crocioni


“Si tratta di una collaborazione che ci aiuterà a convertire le nostre idee in progetti innovativi”: con queste parole Mizio Ratti – insieme a Valerio Franco partner di Hallelujah, la nuova e innovativa digital agency milanese orientata al Data Driven Ideas – ha ufficializzato la partnership tecnologica siglata con la realtà friulana Delta Askii. Una società giovane, ma promettente. Delta Askii, infatti, ha appena due anni di vita, ma conta nel suo organico già più di venti developer.

Il board è costituito da Gabriele Montanari, Michael Musso, Michele Zucchini e Marco Faraci, tutti giovanissimi talenti (hanno fra i 24 e 25 anni) che si sono  formati presso la Facoltà di Informatica di Udine.

Per la loro competenza, gli sviluppatori di Delta Askii sono stati scelti come programmatori esclusivi da alcune delle più importanti software house al mondo, in particolare per la realizzazione di prodotti in linguaggio nativo IOS e Android in tutta l’Europa occidentale, inoltre stanno per lanciare il loro social network proprietario Keople, per cui hanno aperto una succursale a Miami. Soprattutto dimostrano di avere una spiccata tendenza per tutto ciò che è innovativo e sfidante: dalle tecnologie IOT agli applicativi wearables.

“Si tratta di una partnership vera ed esclusiva nell’ambito della comunicazione – spiega Ratti -. Nei mesi scorsi abbiamo vagliato diverse ipotesi e ora è arrivata questa firma anche se la collaborazione con Delta Askii è inziata prima dell’estate. Nei prossimi mesi cercheremo di conoscerci meglio e di sviluppare un linguaggio comune”.

“Al momento – continua Mizio Ratti – non è previsto uno scambio di quote socetarie con Delta Askii, ma non lo escludiamo per il futuro. Hallelujah è una realtà aperta: nel nostro business plan abbiamo previsto di cedere nei prossimi anni  almeno il 20% della società ai nostri collaboratori. Siamo una startup e la legislazione ci consente di  beneficiare del working equity, un meccanismo che ci dà la possibilità di coinvolgere le migliori professionalità in circolazione”.

“Sapevamo che per una start up come la nostra la scelta del giusto partner tecnologico sarebbe stata fondamentale, per cui la scelta è stata lunga e ben ponderata – aggiunge Valerio Franco -. Ci siamo  guardati intorno, molto all’estero, ma poi la soluzione l’abbiamo trovata vicino casa. O meglio, abbastanza vicino dato che parliamo comunque di quattrocento chilometri di distanza. Resta il fatto che il partner più skillato che abbiamo individuato è italiano e la cosa ci ha stupito ma allo stesso tempo ci ha fatto piacere: è confortante trovare eccellenze tecnologiche all’interno dei confini nazionali e sapere che non tutti i cervelli migliori e più giovani sono in fuga. È un segnale bello e forte per il futuro dell’Italia”.

Le due società, che al momento hanno siglato un accordo che le lega almeno fino alla fine del 2016, sono già al lavoro sui primi progetti.

“Con Hallelujah abbiamo trovato subito una chimica significativa. Ci affascina la loro visione del futuro e il loro approccio al problem solving che, proprio perché deriva dal settore della comunicazione, può integrare il nostro modo di pensare tecnologia arricchendo ulteriormente il panorama delle competenze che il nostro team è in grado di proporre. Insieme possiamo dare vita a progetti unici, rivoluzionari”, racconta Gabriele Montanari, ceo di Delta Askii.

Il primo campo di applicazione della nuova partnership tecnologica è la realizzazione di Babiloo, la Digital Dashboard che  integrerà in un’unica chart i più importanti Brand Analytics, e la cui versione beta sarà presentata il primo dicembre allo IAB Forum.

“Siamo avanti: l’algoritmo è già in fase di finalizzazione – afferma Ratti -. In questi giorni ci stiamo focalizzando sulle interfacce grafiche, una sfida altrettanto  eccitante. L’obiettivo finale è trasformare l’enorme flusso di dati in qualcosa di immediatamente fruibile. In sintesi creare un prodotto che sappia sintetizzare il Big Data in Smart Data. La sfida è impegnativa ma anche incredibilmente eccitante: far sedere intorno allo stesso tavolo Developer, Data Analyst, Data Mining, Ux Designer, Digital Strategist e Creativi è una cosa che frantuma e supera gli attuali paradigmi di comunicazione. E credo che confermi la bontà della nostra scelta, ovvero quella di provare a creare una nuova generazione di Techno-Creativi”.

Una proposta quella portata avanti da Hallelujah originale per il mercato italiano e che ha già riscontrato una buona accoglienza in fase di presentazione. “In questo momento tutto ciò che è nuovo genera curiosità nei clienti, la partenza è stata sopra le aspettative, abbiamo trovato grande apertura da parte delle aziende – conferma Ratti -. Noi stiamo lavorando per strutturarci e per andare a raccontare al mercato qualcosa di diverso. Stiamo cercando in particolare professionisti nell’ambito della data science: persone che ci consentano di fare davvero quello che abbiamo in mente”.