In Europa cresce la velocità di connessione media e di picco. Per l’Italia andamento lento

24 settembre 2015

Akamai Technologies, operatore mondiale nell’offerta di servizi di Content Delivery Network, ha pubblicato ieri il suo rapporto sullo stato di Internet relativo al secondo trimestre 2015. Basato sui dati raccolti attraverso la Akamai Intelligent Platform, il rapporto fornisce statistiche globali relative alla velocità delle connessioni e all’adozione della banda larga, su interruzioni di internet rilevanti, sullo stato di IPv4 e sull’adozione di IPv6.

Nel periodo analizzato, la velocità media globale di connessione è aumentata del 3,5% a 5,1 Mbps (+17% anno su anno), con 7 Paesi europei nella lista dei primi 10: Svezia (con 16,1 Mbps), Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia, Lettonia, Finlandia e Repubblica Ceca rispettivamente nelle posizioni dalla quarta alla decima. Seppur il dato continui a crescere, l’Italia non è ai primi posti (54esima posizione nel mondo e 23esima tra i paesi Emea): un aumento del 4,1% rispetto al 1° trimestre precedente 2015 e del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La velocità media globale di connessione di picco è cresciuta del 12% toccando i 32,5 Mbps. In Europa, in nove dei paesi esaminati, la media è stata superiore a 50 Mbps con la Romania a guidare per la prima volta il gruppo con 72,1 Mbps. Il dato dell’Italia è pari al 30,2% ed è penultima a livello Emea (dal 68° al 69° posto a livello mondiale), anche se si riscontra una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo scorso trimestre il rapporto ha introdotto per la prima volta la misurazione della percentuale di indirizzi IP connessi alla rete Akamai con una velocità media superiore a 25 Mbps.

Nel secondo trimestre sette Paesi europei hanno fatto il loro ingresso in questa speciale graduatoria. La Svezia, al quarto posto con una penetrazione del 15% guida la pattuglia europea. Buone notizie per il nostro paese in termini di adozione della banda larga (>4 Mbps): in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le connessioni a banda larga sono aumentate del 13%, raggiungendo il 70%. Rispetto al trimestre precedente, però, si registra un aumento di solo dell’1,5%.

Inoltre, Italia, Turchia e Sud Africa rimangono gli unici Paesi Emea a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. In particolare, nonostante un lieve miglioramento, il nostro paese si assesta sugli 8,7%, +35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2014) e un +19% rispetto al trimestre precedente. Il 14% degli indirizzi IP unici si è connesso alla rete Akamai a velocita superiori a 15 Mbps, in crescita del 2,5% rispetto al trimestre precedente.

In Europa, Svizzera e Svezia sono al primo posto con una penetrazione del 34% seguite dai Paesi Bassi col 32%. Ancora al 44esimo posto a livello mondiale, l’Italia registra solo il 3% delle connessioni uguali o superiori ai 15 Mbps, nonostante un aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2014 e del 20% rispetto al primo trimestre 2015. Nel secondo trimestre 2015, quasi 804 milioni di indirizzi IPv4 si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform da 242 località.

Per la prima volta dopo qualche trimestre, l’Italia esce dalla top ten globale, scalzata dall’India, passando da poco più di 18milioni (18.153.681) di indirizzi connessi registrati nel primo trimestre 2015 a meno di 17milioni e mezzo (17.412.163) nel trimestre in esame. Nella top ten, gli altri paesi a registrare un declino sono gli Stati Uniti, la Cina e il Brasile.

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