BQ con ottimismo alla conquista dell’Italia

23 settembre 2015

di Laura Buraschi


Fondata da 6 studenti nel 2010, BQ appartiene alla holding tecnologica Mundo Reader ed è tra le principali aziende europee nel settore dell’elettronica di consumo. Con oltre mille dipendenti provenienti da 26 nazioni e team locali in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Svezia, BQ ha annunciato il proprio ingresso nel nostro Paese con i nuovi smartphone della gamma Aquaris M, tablet, stampanti 3D, scanner 3D e soluzioni dedicate all’emergente mondo dei Maker e all’educazione tecnologica, come kit di robotica educativa, robot e schede elettroniche.

“Fare tecnologia ci appassiona perché attraverso di essa prendiamo parte al progresso sociale – afferma Rodrigo del Prado, deputy general director & BQ co-founder -. Sentiamo di avere tra le mani la possibilità di cambiare il mondo e migliorarlo”.

Nel 2014 il fatturato di BQ ha superato i 202 milioni di euro con oltre 1,3 milioni di unità vendute.

Xavier Gastaminza, executive vice president e general manager Europe, commenta: “Le ricerche che abbiamo commissionato a GFK supportano il nostro ottimismo. Gli italiani mettono al primo posto la durata della batteria tra gli asset di un telefono e noi abbiamo spazi interni ottimizzati per dotare i nostri device di batterie eccellenti per una durata garantita. Il sistema operativo e un device open market sono il secondo e il terzo motivo di scelta? Nessun problema, noi offriamo ben due sistemi operativi e puntiamo tutto sull’open source. E infine il prezzo. Basta guardare le dotazioni tech dei nostri smartphone e il prezzo a cui li offriamo per avere la conferma che il nostro atteggiamento fiducioso è soprattutto suffragato da dati concreti e una visione realistica del nostro potenziale”.

Sul fronte della comunicazione in Italia, dove i prodotti cominciano a essere commercializzati in questi giorni, al momento l’azienda intende partire lentamente: “Vogliamo prima di tutto farci conoscere – spiega del Prado -. In Spagna stiamo per partire con un tour di tre mesi che porterà in 32 città un vero e proprio laboratorio di tecnologia. Questa è una possibilità che stiamo valutando anche in Italia. Nel frattempo faremo azioni mirate di pubbliche relazioni con Bpress e qualche piccola campagna, ma per il momento non abbiamo previsto comunicazione da ‘fuochi d’artificio’. Vogliamo entrare nel mercato un passo alla volta”.