PwC, nel 2019 mercato a 34,8 miliardi di euro

23 settembre 2015

Nel 2019 mercato Italia a 34,8 miliardi di euro (vs 29,1 mld del 2014): adv a 7,1 mld, spesa utenti 27,7 mld

E’ stato presentato ieri il rapporto di PwC ‘Entertainment & Media Outlook Italy 2015-2019’, che per il 7° anno consecutivo descrive l’andamento dei 13 segmenti del mercato dei Media e dell’Intrattenimento: Filmed Entertainment, Tv Advertising, Tv Subscription and Licence Fees, Music, Radio, Out of Home, Internet Access, Internet Advertising, Magazine Publishing, Newspaper Publishing, Book Publishing, Business to Business e Video Games.

Nel 2019 questa industria in Italia raggiungerà i 34,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 29,1 miliardi del 2014 (CAGR 3,6%), di cui 7,1 miliardi rappresentati dall’advertising (CAGR 0,2%) mentre 27,7 miliardi dalla spesa degli utenti finali (CAGR 4,6%).

“Degli oltre 5,6 miliardi che rappresentano la crescita del mercato E&M italiano nel periodo 2015-19 – spiega Andrea Samaja (nella foto), partner PwC E&M Market Leader – l’accesso a internet contribuirà per il 76% ovvero per 4,3 miliardi, grazie alla penetrazione di smartphone e tablet in salita all’87,4% e al declino dei costi della tecnologia. L’internet access salirà nel 2019 al 37% dei ricavi complessivi del mercato E&M, incrementando il suo peso specifico dal 29% di oggi”.

Aumenterà la spesa per l’accesso a internet (CAGR 8,5%) e i potenziali utenti di servizi digitali per tutte le forme di contenuti distribuiti, con un significativo impatto sui ricavi dei segmenti Videogames (+4,3%), Filmed Entertainment (+4,2%) e Tv (+2,9%). Questi ultimi due beneficeranno del crescente interesse dei consumatori per i servizi OTT/streaming, che si inquadra nella più ampia tendenza a una fruizione dei contenuti che sia anytime, anywhere.

Nel 2019 il digitale inciderà per il 47% sul totale dei ricavi del mercato E&M, rispetto al 37% del 2014, in netta crescita rispetto al 2010 quando la quota del digitale era poco più di un quarto. Il sorpasso rispetto ai media tradizionali è previsto nel 2021. Nel 2019, a guidare la crescita saranno la spesa degli utenti finali per internet access pari a 12,7 miliardi (46% del totale) e Tv, per 5,4 miliardi (19,6% del totale).

Nell’Editoria (Books, Magazines e Newspapers) proseguirà un trend di contenuta contrazione, pur rappresentando il 18% del totale della spesa degli utenti finali nel 2019.

Per il mercato pubblicitario, nel 2014 si registra un’ulteriore contrazione (-3,2%) rispetto all’anno precedente. I mercati tipici dell’editoria (Periodici e Quotidiani), che hanno sofferto molto negli ultimi anni, si stima tornino a crescere a partire dal 2016, grazie all’adv via Internet (CAGR 3,6%) trainata da mobile advertising e video advertising. La crescita dell’adv digitale coinvolgerà anche la televisione (online Tv advertising CAGR 28,9%), i periodici (online consumer magazine advertising CAGR 19,9%) e l’outodoor (digital Out of Home CAGR 17,4%).

Sulla pubblicità televisiva “si sta avvicinando anche per il nostro Paese un cambiamento delle pianificazioni. Come già avviene in Uk con Sky la tecnologia unita all’analisi dei big data permette, su apparecchi connessi, di trasmettere pubblicità non più trasversale ma mirata. Questa modalità apre nuovi orizzonti perché offre spazi anche agli investitori interessati al ‘middle market’. In questo modo cambiano anche i modelli di pricing alzando il costo-contatto medio su target specifici – ha detto Samaja -.  Le piattaforme tecnologiche, con la loro integrazione in ottica multi device, supportate da una parte da sistemi di CRM sempre più sofisticati e dall’altra dall’accesso ed elaborazione dei big data, offrono la possibilità di rivoluzionare la customer journey, permettendo di configurare i contenuti e i relativi piani di monetizzazione in modo completamente personalizzato”.

Secondo il rapporto, la digitalizzazione per le aziende media assume anche un altro significato, in termini di efficienza operativa dei processi di creazione e distribuzione dei contenuti, inserendosi in modelli di collaborazione che sorpassano le storiche barriere geografiche e culturali. La tecnologia digitale promette di creare nuove efficienze, ma anche nuove opportunità di sviluppo relative al modo in cui il contenuto media viene creato e distribuito. Adottare la tecnologia per ridurre i costi resta un obiettivo, sono necessarie soluzioni flessibili, scalabili e future-proof, soprattutto integrabili facilmente con le tecnologie esistenti e l’ecosistema dei partner. In questo momento l’approccio che prevale è ancora quello wait and see, in risposta a un mercato che in Italia appare ancora poco maturo.

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