Pubblicità, cresce la fiducia. Anche l’Italia torna a pensare positivo

8 settembre 2015

La prima metà del 2015 ha visto una spinta importante nelle prospettive di fiducia delle  imprese che operano nel mondo della pubblicità e del marketing a livello europeo. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato dallo European Association of Communications Agencies. The European Advertising Business Climate Index, sulla base di dati mensili raccolti da 43.000 aziende per la Commissione europea (DG Ecofin), indica un aumento dell’ottimismo con un indice di fiducia passato da -2 a 15 in soli 6 mesi (gennaio-giugno 2015), considerando una media fra tutti e 28 i membri dell’UE.

Sulla  domanda di servizi pubblicitari l’indice è passato da un -7 a un +14 nello stesso periodo. Una  tendenza al rialzo che si riflette anche sui dati occupazionali (da -4 a +5). L’industria della pubblicità è ottimista anche per il futuro. Per le seconda parte dell’anno sia la domanda di servizi che di lavoro sarebbero destinate a salire rispettivamente a 21 e 4 rispettivamente da un punto di partenza di 2 e -1 di gennaio. Il buon andamento è comunque temperato da significative variazioni a livello regionale e nazionale.

La fiducia delle imprese è, ovviamente, più basso in Grecia (-31), seguita da Francia (-12), Estonia ( -7) e Cipro e Belgio (-2). Al contrario, la fiducia è più alta in Slovacchia (45), Malta (40), Germania (38) e in Spagna,  Croazia e la Lituania (31). Il più grande cambiamento si è verificato in Italia, dove la fiducia è passatada -15 a +18 rispetto al primo semestre del 2015.

Le società pubblicitarie restano comunque ottimiste per quanto riguarda la richiesta dei loro servizi. Ad esprimere le più alte aspettative per il terzo trimestre del 2015, ci sono le realtà dell’Europa mediterranea che registrano un +23 punti, nonostante un indice di -25 per la Grecia.