Sky Italia: ricavi per 2,95 miliardi di euro. La raccolta adv a 212 milioni di euro

30 luglio 2015

Andrea Zappia

La base clienti nel nostro Paese è stabile a 4,7 milioni dopo tre anni di calo


Sky, composta dalla britannica BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia, ha chiuso il suo esercizio fiscale con fatturato in crescita del 5% a 11,283 miliardi di sterline e con una crescita del 18% dell’operating profit a 1,4 miliardi di sterline. Il gruppo televisivo britannico Sky ha realizzato nell’esercizio chiuso al 30 giugno scorso un utile netto consolidato di pertinenza di 1,95 miliardi di sterline (circa 2,75 miliardi di euro) contro 865 milioni di sterline dell’esercizio 2013/2014. L’utile lordo, pari a 1,51 miliardi di sterline, cresce del 48% rispetto al precedente e tiene conto dei risultati di Sky Italia e Sky Deutschland acquisite dalla Gruppo nel novembre 2014.

“L’ottima performance è dovuta alla crescita record di abbonati in Germania e Austria  – si legge in una nota -, una stabilizzazione in Italia e una solida crescita continua in Gran Bretagna e Irlanda”. Nel nostro Paese la base clienti in Italia è stabile a 4,7 milioni dopo tre anni di calo (gli abbandoni sono scesi al 9,6% su 12 mesi). Sky Italia accusa una leggera flessione nel risultato nell’anno fiscale 2015, pari a 2,95 miliardi di euro (2,086 miliardi di sterline) a causa dei mancati introiti derivanti dalla Champions League, i cui diritti sono passati a Mediaset. La raccolta pubblicitaria è di 212 milioni di euro (162 milioni di sterline) e 1,845 milioni di sterline dagli abbonamenti. Sky Italia – guidata da Andrea Zappia – da quando è stata consolidata nel gruppo a novembre 2014, ha generato profitti per 25 milioni di sterline. Il ricavo medio per abbonato è stabile a 43 euro, rispetto ai 34 della Germania, e alle 47 sterline di Uk e Irlanda. Gli abbonati restano 4,725 milioni con 387.000 nuovi clienti per i servizi integrativi a pagamento. Diminuiscono gli abbandoni che sono stati pari al 9,6% degli abbonati, in calo rispetto al 10,3% di un anno fa. L’opzione Sky Go ha raggiunto 2,4 milioni di case, pari al 50% degli abbonati.

“Gli ultimi 12 mesi sono stati un periodo di eccezionale crescita per Sky – ha commentato Jeremy Darroch, Chief Executive del Gruppo -. Abbiamo completato con successo un accordo che ha trasformato la dimensione della tv in Europa e le opportunità per il business. E’ chiaro che i passi che abbiamo intrapreso per ampliare la nostra attività stanno dando risultati. Distribuendo i nostri contenuti su più piattaforme e il lancio di nuovi prodotti e servizi, siamo ora in grado di offrire qualcosa per ogni famiglia. Abbiamo aggiunto quasi un milione di nuovi clienti nel corso dell’anno – ha precisato Darroch -, il 45% in più rispetto all’anno precedente, superando quota 21 milioni. Questa è stata un’ottima performance in un anno di tale cambiamento. Nel Regno Unito e in Irlanda la crescita dei clienti continua da 11 anni ed ha superato i 12 milioni di abbonati. Anche Germania e Italia hanno registrato ottime prestazioni. La Germania ha registrato una crescita con il più alto risultato di abbonamenti, mentre l’Italia ha mantenuto la sua base di abbonati in un mercato difficile. Questo è stato un grande anno anche sullo schermo con serie tv dai contenuti originali. Fortitude e 1992 sono stati lanciati simultaneamente in tutti i cinque i Paesi con grande successo. Il 2016 si preannuncia ricca di nuove serie, tra cui il poliziesco, The Last Panthers, on air questo autunno, e The Young Pope, una nuova grande co-produzione con HBO e Canal+. Produzioni che esprimono la nostra ambizione su come si costruisce una ‘nuova centrale elettrica’ europea per contenuti televisivi. Gli investimenti che abbiamo fatto ci hanno dato una solida piattaforma su cui costruire pianificare una serie di piani per fornire sia una crescita a lungo termine sia rendimenti per i nostri azionisti”.

La raccolta adv del Gruppo è cresciuta del 4%  pari a 716.000.000 sterline (690.000.000 sterline nel 2014) grazie alla  Germania e all’offerta sportiva del Bundesliga. I ricavi pubblicitari nel Regno Unito sono cresciuti del 5 %, mentre la raccolta pubblicitaria in Italia è calata.