Clear Channel supporta Retake e una ‘Roma più bella’

28 luglio 2015

retake

È on air da domenica la prima campagna istituzionale di Retake Roma, il movimento di volontari, quasi 25 mila persone di età e nazionalità diverse, impegnati a ripulire muri, cassette postali, cartelli stradali e cabine elettriche e pali della luce dalle scritte dei graffitari e dagli innumerevoli adesivi. Voglia di civiltà contagiosa tanto da far nascere altri Retake in Italia, tra cui Milano, Bari, Firenze, Torino e Capua. Dopo essersi fatto conoscere su Twitter e Facebook, i vari Retake ora, attraverso i network della media company Clear Channel, con la quale ha stretto una sorta di media partnership, hnno lanciato la prima campagna istituzionale congiunta con l’obiettivo di raggiungere anche quel target di persone estraneo all’uso dei social. Clear Channel, con oltre 1.000 impianti, selezionati tra tutte le tipologie presenti sul territorio romano, aderisce a questo progetto garantendo così un copertura rilevante ai fini dell’efficacia della campagna. L’immagine della ragazza con la pettorina logata Retake e il claim della campagna ‘Insieme per una Roma Più bella’ faranno compagnia ai cittadini di Roma fino alla loro partenza per le vacanze estive.

Dal canto suo, Clear Channel Italia, come spiega il ceo Paolo Dosi, “è consapevole di questa criticità che sta continuando ad avere un trend negativo e per questo, negli anni, abbiamo intensificato gli  interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri manufatti pubblicitari, ma questi sforzi non sono bastati a contrastare il fenomeno appieno. Per questo l’iniziativa di Retake non poteva che trovarci pienamente d’accordo e allineati sul fatto che una maggiore sensibilizzazione su questo problema possa determinare un cambio di rotta nei cattivi comportamenti per arrivare ad ottenere la città che tutti ci meritiamo. Da un punto di vista strettamente commerciale, desideriamo che i nostri impianti abbiamo quei standard qualitativi richiesti dai brand che li ospitano, perché il loro stato di decoro qualifica ed esalta la loro immagine. Ecco perché non smetteremo mai di combattere questa battaglia”.