Il FutureBrand Index 2015 incorona Google

28 luglio 2015

Google si conferma al primo posto del FutureBrand Index 2015, lo studio annuale che analizza la percezione della forza delle 100 maggiori società del mondo per un valore stimato di 16 triliardi di dollari. Gli oltre 3.000imprenditori e manager che hanno partecipato alla ricerca quantitativa internazionale sulle principali società globali quotate in borsa hanno incoronato il gigante di  Mountain View che in classifica supera Apple e Microsoft. L’Index è uno studio annuale condotto da FutureBrand sulla percezione delle Global Top 100 Companies di PwC in base a 18 parametri di analisi. Quasi la metà (48%) degli intervistati si dichiara “molto d’accordo” nell’affermare che Google possiede tutti i 18 parametri adottati per analizzare le posizioni di ciascuna azienda all’interno della classifica. In particolare, la societò ha un punteggio piuttosto alto nei parametri della “coerenza” (51%), “piacevolezza” (54%), “autenticità” (50%), “innovazione” (54%) e “indispensabilità” (50%).

Apple supera Microsoft, raggiungendo la seconda posizione con un punteggio di percezione del 45% (nel 2014 era 48%). L’azienda registra comunque un’ottima prestazione complessiva e fa meglio di Google nei parametri della “leadership” (52%), “individualità” (54%) e “fiducia” (51%). Quest’anno, raggiungono lo status di ‘Future Brand’, ovvero di “marche a prova di futuro”, 21 società rispetto alle 22 del 2014. La definizione sancisce il buon livello di percezione raggiunto da queste aziende, tale da determinare una reale differenza nelle loro prospettive per il futuro. Che si tratti della volontà espressa dalle persone di lavorare per loro o di acquistare i loro prodotti, questi fattori possono incidere in maniera importante sulla solidità di queste imprese nel lungo periodo.

Per esempio, nel 2015, metà degli intervistati ha dichiarato di voler lavorare per
Apple, contro il 25% di media registrato dalle altre aziende; il 51% sostiene di voler acquistare prodotti Microsoft contro una media del 32%. Le prime 100 aziende globali hanno incrementato la propria capitalizzazione dell’8%, raggiungendo la cifra di 16,245 triliardi di dollari, ma i loro sforzi di migliorare la propria percezione agli occhi degli investitori non si sono tradotti in una percezione più alta presso il grande pubblico. In generale, le percezioni legate alle prime 100 aziende globali non sono migliori in senso statisticamente rilevante rispetto al 2014, con un punteggio medio che si aggira intorno al 25%. Inoltre, le percezioni legate alle singole aziende continuano a essere slegate dalla loro capitalizzazione di mercato, confermando l’esistenza di un ‘Cap Gap’, ossia di un divario tra capitalizzazione e percezione, tra le posizioni, negative o positive, occupate dalle aziende nelle classifiche 2014 e 2015. Il report dello scorso anno indicava che, pur guardando alla Cina con interesse, gli intervistati non attribuivano alle aziende cinesi punteggi alti in termini di percezione.

Quest’anno, le due società cinesi osservate con maggior interesse nel 2014 – ICBC e Tencent Holdings – scalano la classifica delle percezioni, salendo rispettivamente di 8 e 4 posti. La Agricultural Bank of China sale di ben 29 posizioni, mentre Ping An entra nella top 100 per la prima volta e va direttamente in 19° posizione. È la Cina il secondo paese per numero di aziende nella classifica di PwC, passando da 8 a 11 e posizionandosi dietro gli USA.