Caro Fulvio, Caro Emanuele.

20 luglio 2015

Caro Fulvio Marcello Zendrini, Caro Emanuele Nenna,

belle le vostre lettere d’addio.

Ora che le avete scritte

ora che avete dimostrato entrambi (ammesso che ce ne fosse bisogno)

di saper pensare

di saper scrivere

di saper alludere

e di saper concludere una relazione con stile vi chiedo  avete voglia di iniziare una storia nuova?

Avete voglia di ripartire dalle attuali macerie

valoriali, prima che economiche

per ricostruire una relazione

talmente devastata

da non concederci il lusso di ironizzare e scherzare oltre?

Avete voglia di mettere a disposizione le vostre abilità, la vostra competenza e le vostre esperienze?

per tracciare una nuova rotta e proporla a velieri con le vele sempre più ammainate.

La prossima settimana la regalerò a dei giovani

“ragazzini post laurea che costano poco”, come li descrivi tu, caro Fulvio.

Userò i vostri addii come materiale didattico.

Mi piacerebbe poter raccontare a questi “ragazzini”

che da questo scambio epistolare

nascerà qualcosa di più edificante.

Un dialogo per esempio.

Un impegno scritto pubblico, firmato e condiviso

di cosa significhi, in concreto

farsi pagare

essere bravi

essere fieri del proprio lavoro

far valere le proprie idee

essere partner

coltivare il rispetto

oltre che il dubbio.

In agosto lavorerò. Quindi consideratemi a vostra disposizione.

I ‘vecchi Soloni’ non sono quelli che non vanno in pensione.

I ‘vecchi Soloni’ sono quelli che non fanno nulla di concreto per lasciare il proprio contesto in uno stato migliore di quando vi sono entrati, da ragazzini post laurea che costavano poco.

Vi abbraccio

Massimo Guastini*

 

*Presidente dell’Adci