‘Mi riprendo il manifesto’, genesi di una campagna

20 luglio 2015

di Claudia Cassino


Partita a fine 2014, la campagna ‘Mi riprendo il manifesto’ è nata con un duplice obiettivo: rilanciare l’identità unica nel panorama editoriale italiano del quotidiano (indipendente e comunista) e, soprattutto, raccogliere un milione di euro entro la fine del 2015. Solo così, infatti, la nuova cooperativa e i lettori potranno tornare proprietari del giornale in vista dell’asta di liquidazione della testata.

“Il tono di voce è tutt’altro che pietistico, o auto-commiseratorio: al contrario è combattivo, ironico e d’azione – spiega a Today Pubblicità Italia Fabio Ferri, che ha curato la direzione creativa della campagna -. I lettori sono chiamati all’azione per riprendersi il proprio quotidiano, donando e abbonandosi, per evitare che la testata vada a finire in mano ad altri”. Della prima fase hanno fatto parte 4 soggetti: ‘Siamo diversi perché siamo tutti uguali’ (art e copy: Fabio Ferri); ‘I soli di sinistra’ (copy: Ernesto Spinelli; art: Ferri); ‘Una bella testata al muro’ (copywriter: Stefano Maria Palombi; art: Ferri); ‘È più bello prendersi una testata, o riprendersi una testata?’ (art e copy: Ferri). “Sull’onda dell’incredibile successo del quinto annuncio, ‘L’unica cosa che possiamo chiudere è il pugno’, che nelle prime 48 ore ha superato solo su Facebook le 260.000 visualizzazioni (di cui nessuna a pagamento) è partita la Fase 2 della campagna 2015 – continua Ferri -. Qui i visual giocano su diverse interpretazioni del pugno chiuso. A partire dalla manina col pollice alto dei Like di FB ripiegato a formare un pugno: ‘LIKE’ (copy: Spinelli; art: Ferri); ‘Social Network. Dal 1969 ©’ (copy: Spinelli; art: Ferri). Per finire col teaser del guantone rosso da pugile, uscito senza parole a pagina intera, a cui ha fatto seguito il reveal apparso a pagina intera sul numero speciale di lunedì 6 luglio sui risultati del referendum in Grecia: ‘I potenti amano i quotidiani scritti con i guanti. Anche noi’ (copy: Spinelli; art: Ferri; post-produzione: Alessandro Ingusci)”.

A completamento dell’azione di comunicazione sono stati prodotti anche 3 spot radiofonici da 30” (cdp: General Jingles, voci: Luca Amorosino e Cristina Golotta) pianificati sul circuito nazionale di Radio Città Futura Network e Radio Popolare Network. Responsabile comunicazione de Il manifesto è Matteo Bartocci.