Un ponte di arte e cultura per avvicinare Italia e Cina

9 luglio 2015

di Andrea Crocioni


Conoscersi per lavorare meglio insieme. Sembra essere questo lo spirito che anima il progetto  The Spirit of Chinese Brushwork & Crafts (lo spirito cinese della pennellata e dei mestieri), esperienza sensoriale, appositamente ideata da Ihavebao per il padiglione KIP International School ad Expo2015. Inaugurata nella giornata di ieri, l’installazione vuole gettare un ponte fra Italia e Cina. I pilastri che lo sostengono? Cultura, arte e formazione.  Siamo di fronte a un’operazione che una volta tanto consente di guardare al gigante asiatico non solo dalla prospettiva del business.  “La nostra intenzione – ha raccontato Kang Junqiang, vice-direttore generale di IhaveBao – è quella di far conoscere meglio la Cina, la cultura cinese e la filosofia delle persone cinesi”.

Lo spettatore si ritrova così letteralmente ‘immerso’ in immagini ad altissima risoluzione grazie a uno schermo olografico e a uno schermo panoramico di 30 metri, a cui si aggiungono due schermi a led collocati sul soffitto e sul pavimento. Un vero e proprio viaggio nell’identità cinese espressa attraverso un’artigianalità di altissimo livello. L’arte, come ha affermato nel suo intervento Luciano Carrino, presidente di KIP International School, “quando è attenta alle tradizioni diventa strumento per fare sviluppo di qualità”. The Spirit of Chinese Brushwork & Crafts, come ha sottolineato Mario Zanone Poma (vice presidente Fondazione Italia Cina, ente che ha patrocinato l’iniziativa), è un modo per ‘scuotere’ le idee e favorire “quel percorso di avvicinamento fra i due Paesi che è già in corso, ma ancora piuttosto debole”.

Eppure, come ha messo in evidenza Roberto Favaro, preside del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate e Vice-Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ci sono centinaia di studenti cinesi che vengono a seguire percorsi formativi legati al mondo dell’arte nella prestigiosa istituzione milanese.  “Per noi è preziosissimo il contributo che questi studenti danno con la loro cifra stilistica, segnata da una prospettiva artistica e culturale molto diversa dalla nostra”, ha detto il professore. Nel suo intervento Alessandra Lavagnino, docente di Lingua e cultura cinese all’Università degli Studi di Milano  e Direttore dell’Istituto Confucio UNIMI, ha elogiato l’iniziativa di  IhaveBao: “E’ una sfida strepitosa, perché grazie alle tecnologie più avanzate ci consente di entrare in una dimensione che per millenni è stata intima”. Nel periodo di durata del progetto saranno proiettati tre diverse elaborazioni video dai titoli: The Spirit of Chinese Brushwork (lo spirito cinese della pennellata), The Chinese Mineral Color Painting (i colori minerali cinesi) e The Spirit of Chinese Crafts (lo spirito cinese dei mestieri).

Il primo film, disponibile dall’8 luglio al 9 agosto, prende in esame l’opera di sei importanti artisti cinesi contemporanei (Pan Gongkai, Zhang Lichen, Jiang Baolin, HE Jiaying, Liu Han, Wang Dongling) affermati nell’arte della calligrafia e della pittura.  The Chinese Mineral Color Painting, invece, dal 10 agosto al 16 agosto, affronterà la grande tradizione pittorica murale cinese  rievocata attraverso le testimonianza di Shen Gubo e Liu Xianghong, artisti contemporanei di grande successo in patria.  The Spirit of Chinese Crafts, dal 17 agosto al 31 agosto, indagherà, infine, l’artigianalità cinese. “Questo è solo il punto di partenza – ha chiarito  Kang Junqiang  -. Il progetto andrà avanti anche dopo Expo. L’intenzione è quella di portare questa esperienza multisensoriale in giro per il mondo per presentare la cultura cinese”.