Rai Pubblicità: il cinema diventa a performance

3 luglio 2015

Fabrizio Piscopo lo aveva anticipato agli investitori durante la presentazione dei palinsesti autunnali: “La strategia commerciale favorirà la vendita del web nelle sale”

Non più vendita a schermo ma acquisto a contatto: questa l’innovazione che proietta il cinema di Rai Pubblicità nella modernità della pubblicità digital. “La concessionaria – si legge in una nota inviata ieri – è infatti l’unica in Italia ad aver introdotto il concetto di performance anche nella vendita degli spazi adv nelle sale cinematografiche: all’interno delle circa 900 sale del circuito Rai Pubblicità, gli investitori possono acquistare gli spazi a costo per contatto (CPC) al posto del ‘semplice’ schermo, senza alcuna garanzia di audience. Inoltre i contatti del circuito di Rai Pubblicità sono garantiti e certificati perché legati ai biglietti contabilizzati da Cinetel. La già ambita audience cinema, nota per essere considerata tra le più pregiate per età (bassa) e reddito (alto), diventa così ancora più interessante per il mondo della comunicazione”.

Con 894 schermi, 137 strutture e 34 milioni di spettatori l’anno, Rai Pubblicità è la concessionaria del circuito più grande per schermi, presenze e capillarità sul territorio, un primato raggiunto anche grazie al recente accordo firmato con UCI Cinemas. Grazie alla flessibilità della pianificazione digitale si può selezionare il proprio target, legando lo spot a singoli film, si possono acquistare moduli esclusivi per i clienti lusso e formati lunghi o arrivare a pianificare campagne in singole città o cinema. Per massimizzare gli investimenti e azzerare la distanza tra desiderio di acquisto e contatto con il prodotto, Rai Pubblicità consente di attivare, all’interno delle sale, iniziative volte al contatto diretto con i consumatori come corner espositivi, affissioni, consumer activations, dominations, personalizzazione della sala e promo ticket che consentono di creare un unicum tra l’esperienza in sala e il prodotto.

“L’introduzione del CPC in contesto cinematografico nasce dalla volontà di allineare anche il cinema alle logiche di acquisto degli altri mezzi di comunicazione con il valore aggiunto della certificazione. Con il 45% degli spettatori, rappresentiamo il principale player del mercato e vogliamo offrire ai clienti la massima efficienza sugli investimenti in questo canale. I primi riscontri da parte degli investitori sono stati ampiamente positivi e vogliamo procedere in questa direzione – dichiara Vittorio Perina, responsabile Top Events e Cinema di Rai Pubblicità -. Grazie all’assenza di distrazioni, alla focalizzazione sul messaggio, alle leve emozionali che associano il messaggio pubblicitario a un’esperienza positiva, il cinema consente ai brand di comunicare col pubblico con straordinaria efficacia aumentando così la propensione all’acquisto”.

Nel corso della presentazione dei palinsesti autunnali l’ad della concessionaria Fabrizio Piscopo aveva anticipato agli investitori i dati diffusi ieri, raccontando anche “la fase 2, quella di vendere il digital insieme al cinema, dal momento che tutte le sale italiane sono state digitalizzate. La nostra rete commerciale web favorirà l’introduzione negli schermi cinematografici dei video destinati al web che potranno godere di uno schermo 8 m x 4 m per farsi vedere”.