Lorenzo Sassoli de Bianchi: “Auditel in Borsa entro il 2016”

2 luglio 2015

Il presidente dell’Upa prevede una crescita degli investimenti adv fra il +1% e il +2% a fine 2015

di Claudia Cassino

Nonostante l’ombra negativa della crisi greca sull’economia europea (l’eventuale uscita del Paese dalla moneta unica “creerebbe una situazione imprevedibile per tutti”), il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto) ha aperto ieri l’assemblea annuale dell’Upa lanciando un segnale di fiducia. Secondo l’associazione che riunisce le principali aziende investitrici in advertising, infatti, il mercato pubblicitario crescerà fra il +1% e il +2% a fine 2015. Dopo un 2014 chiuso in sostanziale pareggio (-0,3%), dunque, l’inversione di tendenza sembrerebbe dietro l’angolo. “Le aziende non devono avere paura – è il monito di Sassoli -. Devono considerare la comunicazione un investimento e non un costo. Paesi con Pil molto simili al nostro, come Francia e Germania, investono in pubblicità rispettivamente il doppio e il triplo di noi”.

A trainare la ripresa “i settori auto, finanza, cura persona. Ancora al palo l’alimentare, anche se ci aspettiamo un andamento lievemente positivo, mentre cresce la grande distribuzione e le tlc si collocano tra lo stabile e il negativo”, osserva Sassoli. Quanto ai mezzi, la tv è in positivo, la stampa in recupero ma ancora negativa, la radio in dinamica progressione. Sul web, la tipologia search avanza significativamente, mentre il display è stabile. Rimane il ‘buco nero’ rappresentato dai colossi di Internet (Google, Facebook, etc.), il cui valore in termini pubblicitari è solo stimato: “Pesano di sicuro più della stampa – chiosa Sassoli – ma fin quando il Governo non chiederà espressamente agli over the top del settore di comunicare i loro dati in trasparenza, saranno portatori di opacità per il mercato”. La parola ‘trasparenza’ è decisamente il cardine del Sassoli-pensiero. In questo senso andrebbe letta la vera notizia emersa dall’incontro di ieri: la proposta di quotazione in borsa dell’Auditel entro il 2016, che servirà anche ad attrarre nuove risorse economiche verso la società che misura l’audience televisiva. “È il risultato di un lungo processo di innovazione promosso da Upa – ha detto il presidente – che ha portato all’ingresso di Sky e Discovery nel Consiglio di amministrazione della società, e alla posizione di maggioranza della componente del mercato nello stesso consiglio. Ora per Auditel si tratta di fare un ulteriore passo verso la trasparenza e l’indipendenza. Vogliamo fare di Auditel una casa di vetro e cercheremo la formula migliore per tutelare gli equilibri volti all’indipendenza”.

Nel frattempo Auditel sta realizzando un ‘superpanel’ costituito da 15.600 famiglie, l’Italia è il primo paese al mondo a realizzare un tale progetto, con l’obiettivo di rispondere alla estrema frammentazione degli ascolti televisivi e al crescente bisogno di analisi molto dettagliate. A giugno 2016 il superpanel sarà integralmente operativo. Sul fronte della rilevazione radiofonica, che in mancanza di una ricerca condivisa è attualmente affidata a Eurisko Radio Monitor, Sassoli ha invece una posizione molto netta: “Noi vogliamo una rilevazione passiva, fino a quando si utilizzeranno strumenti da età della pietra non aderiremo a nessuna ricerca. Quando i broadcaster decideranno di farla, allora ci saremo”. Per i temi della banda larga e della riforma Rai, su cui nelle relazioni degli anni precedenti Upa aveva sempre lanciato sollecitazioni e proposte, quest’anno Sassoli ha commentato “sembra tutto fermo, siamo al palo. L’Italia è ferma al 91°posto per velocità di connessione, e il 30% della popolazione non è connessa”. Quanto alla Rai in particolare, l’Upa continua a essere fedele alla sua proposta di riforma simile a quella già adottata dalla BBC (in sintesi affidare la governance a una fondazione, una rete senza pubblicità, canone obbligatorio legato al ‘qualitel’) ma “evidentemente la politica fa fatica a staccarsi dalla Rai”, sottolinea il presidente Sassoli. Nel segno della trasparenza anche il suo intervento sui nuovi sistemi di acquisto della pubblicità: “Non siamo contrari al programmatic buying, ma lo vorremmo il più trasparente possibile e con metriche condivise”. Sul tema dei diritti di negoziazione c’è ancora molto da lavorare, dice, continuiamo a “sensibilizzare le imprese, sicuramente non mi piace la strada di lasciarli al centro media senza retribuzione, perché il lavoro si paga sempre”.

Quanto alle gare creative, inoltre, ribadisce la posizione già espressa in passato: ovvero non convocare più di tre strutture e di rimborsare almeno i costi. Sassoli ha, infine, annunciato il lancio entro l’anno di un nuovo progetto nell’ambito delle sponsorizzazioni culturali: il portale Upaperlacultura.org. “Il patrimonio artistico italiano ha bisogno di una nuova figura, l’attrattore di investimenti – ha spiegato – il bonus fiscale varato dal governo va in questa direzione”. Upaperlacultura.org sarà un portale in cui far confluire le proposte di sopraintendenze, musei, parchi archeologici, teatri. Dalle survey interne fra le aziende emerge che c’è propensione verso questi investimenti. Ieri, intanto, l’associazione ha dato il via libera all’ingresso di 4 nuove aziende (attualmente sono circa 450 gli associati, che rappresentano l’85% degli investimenti in comunicazione). “Stiamo osservando in particolare l’arrivo di medie aziende che aumentano il loro investimento in pubblicità”, ha concluso Giovanna Maggioni, direttore generale di Upa.