Pubblicità e privacy: la Corte dei Diritti dell’Uomo promuove i giudici tedeschi

18 maggio 2015

di Federico Unnia


Con due recenti pronunce (entrambe emesse in data 19 febbraio 2015, cause n. 53495/09 e n. 53649/09), la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è intervenuta sui rapporti fra art. 8 (che sancisce il diritto di ogni individuo al rispetto della vita privata) e art. 10 (che sancisce il diritto alla libertà di espressione e che, secondo la giurisprudenza della Corte, si applica anche alla comunicazione pubblicitaria) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Le pronunce riguardano i casi giudiziari seguiti alla pubblicazione in Germania di due annunci pubblicitari a favore delle sigarette Lucky Strike, che riprendevano in maniera umoristica episodi pubblici dei quali erano stati protagonisti, rispettivamente, il musicista e produttore artistico Dieter Bohlen e il nobile Ernst August von Hannover, noto sia per essere il marito di Caroline di Monaco sia per il suo carattere irascibile. Dieter Bohlen aveva scritto un libro sui retroscena dell’ambiente artistico, alcune parti del quale tuttavia erano state  eliminate per ordine dell’autorità giudiziaria.

La British American Tobacco aveva pubblicato un annuncio che mostrava due pacchetti di Lucky Strike, ad uno dei quali era appoggiato un pennarello nero. Seguiva una frase, parzialmente cancellata col pennarello, che suonava così: “Guarda, caro Dieter, come si scrivono facilmente dei super libri”. L’altro soggetto riguardava Ernst August von Hannover che aveva aggredito un cameraman che stazionava davanti alla sua residenza e, qualche tempo dopo, il gestore di una discoteca col quale aveva avuto da ridire. L’annuncio pubblicato da BAT mostrava un pacchetto di Lucky Strike accartocciato, con la scritta: “E’ stato Ernst? Oppure August?”. I giudici tedeschi avevano inibito l’ulteriore diffusione dei due annunci, ma non avevano riconosciuto ai due personaggi alcun risarcimento danni, sul presupposto che i rispettivi annunci traevano spunto da episodi di cronaca, largamente noti al pubblico, e che – non essendo stata posta in essere alcuna identificazione fra i personaggi pubblici evocati e il prodotto pubblicizzato – non era stata lesa la componente patrimoniale del diritto della personalità.

I due interessati, non contenti del pronunciamento, avevano avanzato  ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Con le due sentenze ricordate, la Corte ha esaminato l’operato dei giudici tedeschi alla luce dei criteri enunciati nella sua precedente giurisprudenza sul delicato punto del  contemperamento fra diritto al rispetto della vita privata e diritto alla libertà di espressione, concludendo  che gli annunci avevano fatto riferimento ad episodi largamente noti al pubblico, e che – trattandoli in maniera umoristica – avevano in qualche modo contribuito al dibattito pubblico che si era sviluppato intorno ad essi. Inoltre, i protagonisti erano personaggi noti al pubblico, e dunque non potevano pretendere lo stesso grado di rispetto della vita privata del quale potevano godere le persone comuni; infine, gli annunci non proponevano un’immagine offensiva o degradante dei personaggi interessati. La Corte ha quindi ritenuto che i giudici tedeschi avessero attuato un equo bilanciamento fra il diritto al rispetto della vita privata e il diritto alla libertà di espressione.