Gruppo Quanta, più valore al tempo libero con Quanta Club

15 maggio 2015

di Andrea Crocioni


Un posizionamento da leader nell’ambito dei servizi per il lavoro e l’ambizione di dedicarsi al meglio al tempo libero dei milanesi (e non solo). E’ la storia del Gruppo Quanta, fra le principali realtà che operano nel settore dello staffing e nei servizi per le risorse umane, che ieri ha presentato il suo Quanta Club, evoluzione dello storico Quanta Village. Un cambio di nome che vuole comunicare l’eccellenza della location.Uno spazio, quello di via Assietta a Milano, che ha l’aspirazione di rinnovare il modo di vivere lo sport. Fiore all’occhiello è il neonato Fitness Center, una palazzina di 2.000 mq. che va a impreziosire la già ricca offerta. A sostegno del nuovo corso una campagna gestita dal team interno al Gruppo Quanta (che cura anche il QuantaClub Magazine, oggetto di un recente restyling).

“Abbiamo iniziato lo scorso aprile con alcune pagine su stampa quotidiana accompagnate da attività sul web e sui social network – ha spiegato Riki Tessari, ad di Quanta Club -. Fino ad oggi abbiamo volutamente mantenuto un profilo basso, ma ora abbiamo tutti i requisiti per spingere sull’acceleratore. L’11 giugno, con l’inaugurazione della nuova Club House riservata ai soci, ripartiremo con la campagna. Stiamo ragionando sulla possibilità di utilizzare anche radio e tv locali”.

L’obiettivo è passare dagli attuali 350 a 1.000 soci. Il Quanta Club è attrezzato per ospitare eventi aziendali e in particolare, nei sei mesi di Expo, darà la possibilità di vivere l’atmosfera dell’Esposizione Universale attraverso una serie di eventi in programmazione. “Oltre 52 mila persone entrano ogni anno al Quanta Club. Questo si traduce in 800 mila ingressi in 12 mesi, fra soci e frequentatori”, ha raccontato Umberto Quintavalle che del Gruppo Quanta è fondatore e presidente onorario.

“Siamo una società con i conti sani. In crescita costante, tanto che per il 2015 abbiamo l’obiettivo di raggiungere 206/207 milioni di euro di fatturato (nel 2014 ha sfiorato i 194 mln, ndr)  –  ha continuato -. Ci sono aziende che puntano sulle sponsorizzazioni sportive e chi come noi si impegna per garantire un dopolavoro d’eccellenza coinvolgendo direttamente le persone. Ciò significa andare oltre al mero aspetto pubblicitario. Qui si genera una relazione, facciamo star bene la gente, regaliamo sorrisi e questo alla fine può generare anche opportunità di business”.