Mondadori, ricavi a -6,2%. Stima di crescita per il margine operativo lordo

13 maggio 2015

Ernesto Mauri

Raccolta in flessione per print (-5,7%) e radio (-4,8%) che però cresce nei ricavi (+9,5%). Ricavi digital complessivi a +9,3%

Il Consiglio di amministrazione di Arnoldo Mondadori Editore, riunitosi ieri sotto la presidenza di Marina Berlusconi, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2015 presentato dall’amministratore delegato Ernesto Mauri (nella foto). Nel primo trimestre 2015 i ricavi netti consolidati si sono attestati a 251,7 milioni di euro, in riduzione del 6,2% rispetto ai 268,3 milioni di euro del pari periodo del 2014. Il margine operativo lordo consolidato di 5,9 milioni di euro risulta in miglioramento del 4,7% rispetto ai 5,6 milioni di euro al 31 marzo 2014. Il risultato ottenuto conferma, con una più marcata accelerazione, la maggiore efficienza del gruppo derivante dalle azioni di ridefinizione dell’assetto industriale e organizzativo avviate negli ultimi due anni. Il risultato netto consolidato, dopo la quota di pertinenza di terzi, è negativo per 4,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto alla perdita di 6,4 milioni di euro registrata al 31 marzo 2014. Nel mercato dei periodici, Mondadori si conferma leader con una quota diffusionale pari al 31,8%. I ricavi complessivi dell’area che, a seguito dell’operazione di conferimento in Mediamond delle attività di raccolta pubblicitaria, include anche le attività dell’area Pubblicità, si sono attestati a 74,6 milioni di euro, in flessione dell’11,9% rispetto agli 84,7 milioni di euro del primo trimestre 2014 (-11,2% a portafoglio omogeneo). La dinamica dei ricavi diffusionali, in calo dell’11,3% (-9,8% a portafoglio omogeneo), è stata influenzata, oltre che dal trend dei mercati di riferimento, anche dall’attenta politica di selezione delle iniziative promozionali più profittevoli, nonché da una diversa calendarizzazione delle attività delle vendite congiunte. I ricavi della raccolta pubblicitaria print sono diminuiti del 5,7% (-5,1% a portafoglio omogeneo), a fronte di un mercato in contrazione del 6,2% (fonte Nielsen, febbraio); la raccolta dei siti web (-5,1%) ha mostrato un andamento sostanzialmente in linea con il trend registrato dal mercato (-5,3%, fonte Nielsen, febbraio).

I ricavi delle attività internazionali hanno registrato un andamento sostanzialmente stabile (+0,2%). Nel periodo in esame è stata lanciata Grazia Turchia, che ha portato a 24 il numero delle edizioni internazionali del magazine. A solo un anno dalla sua nascita, è nata inoltre a marzo in Germania (con distribuzione anche nella Svizzera Tedesca, Austria e Liechtenstein) la prima edizione internazionale di Il mio Papa; a oggi sono stati definiti accordi per 10 edizioni complessive del magazine. In Francia il mercato dei magazine ha presentato un trend decrescente a livello pubblicitario (-7,7% a febbraio, fonte Kantar Media) e diffusionale (canale edicola -6,5% a marzo; fonte interna). In questo contesto i ricavi di Mondadori France si sono attestati a 79,9 milioni di euro, in calo del 2,2% rispetto agli 81,7 milioni di euro del primo trimestre 2014.  Positiva la performance degli abbonamenti (+0,4%) e la crescita della pubblicità in ambito digitale (+26%). Nei primi tre mesi del 2015, R101, pur registrando una raccolta pubblicitaria inferiore a quella del 2014 (raccolta lorda -4,8%), ha conseguito ricavi complessivi per 2,9 milioni di euro, in crescita del 9,5% rispetto ai 2,6 milioni di euro del primo trimestre 2014, includendo i ricavi relativi al canale televisivo, avviato dal mese di giugno dello scorso anno. I ricavi complessivi delle attività digitali hanno registrato una crescita del 9,3% rispetto al 31 marzo 2014 (12,6 milioni di euro rispetto agli 11,5 milioni di euro del 31 marzo 2014). L’incidenza delle attività digitali sui ricavi totali del gruppo è salita al 5%, rispetto al 4,3% del primo trimestre dello scorso anno. Le attività di digital marketing service, in cui è in corso l’integrazione dei servizi di direct marketing tradizionali di Cemit con quelli di Kiver, hanno registrato ricavi per 3,1 milioni di euro, in calo dai 3,4 milioni di euro del 2014 per effetto dello slittamento di alcune commesse relative alle attività tradizionali di Cemit, solo parzialmente compensato dall’avvio dei prodotti digitali e multimediali. Le attività puramente digitali e trasversali a tutte le aree di business hanno incrementato i propri ricavi del 16% rispetto al primo trimestre 2014. Nell’area Trade i ricavi si sono attestati a 55,8 milioni di euro (-1,8% rispetto ai 56,8 milioni di euro dello stesso periodo del 2014).

In crescita gli e-book, che hanno registrato un incremento dei ricavi del 23% rispetto al 31 marzo 2014.  L’Area Retail ha registrato ricavi per 44 milioni di euro, in flessione del 6,8% rispetto ai 47,2 milioni di euro dell’analogo periodo dell’anno precedente, anche per effetto della cessione, avvenuta a fine 2014, del flagship store di corso Vittorio Emanuele a Milano. Alla luce della performance del gruppo nei primi mesi e delle azioni di ottimizzazione dei processi operativi e della struttura dei costi in tutte le aree di business nonché degli interventi finalizzati a mitigare il calo dei ricavi derivante dalla dinamica dei mercati, è ragionevole confermare la stima per l’esercizio 2015 di un margine operativo lordo del gruppo in significativa crescita a livello operativo. Parallelamente, proseguono le attività di attenta valutazione finalizzate all’eventuale dismissione di asset non core per il gruppo. Coerentemente a quanto illustrato e pur in un contesto di ripresa degli investimenti e possibili variazioni di perimetro nell’Area Digital, anche la posizione finanziaria netta è attesa in miglioramento rispetto a fine 2014.