Regimi alimentari, Squadrati ‘mette ordine’

12 maggio 2015

Vegetariani, vegani, crudisti, ma anche seguaci della dieta senza muco, della macrobiotica, alcalina e più di recente della paleo. I regimi alimentari alternativi alla dieta mediterranea si moltiplicano. A mettere ordine in questa selva ci ha pensato Squadrati, società di ricerche di mercato, che in occasione di Expo 2015 ha analizzato i diversi regimi sintetizzandoli nel quadrato semiotico degli stili alimentari, presentato ieri da Open Milano insieme a Giacomo Biraghi, Digital & Media Pr di Expo 2015. Nella parte bassa del quadrato ci sono due tendenze alimentari emergenti e contrapposte, che infervorano le discussioni su web e social network e stanno cambiando lo scenario dei consumi: le diete veg (vegetariane e vegane) e la dieta paleo. Più orientata verso ragioni etiche ed ecologiche è la grande famiglia delle diete veg, che include fruttarismo, dieta macrobiotica, crudista, vegana e vegetariana: tutte diete che prevedono la riduzione o l’eliminazione di prodotti animali. Una scelta che non è più di nicchia, tanto da interessare ben il 7,1% degli italiani (dati Eurispes).

Opposta a questa famiglia, c’è l’alimentazione paleo mossa da ragioni meno etiche e più individualistiche: stare bene e in forma eliminando i carboidrati in modo da combattere l’iper-glicemia. Alla base dell’alimentazione paleo c’è l’idea di riproporre i consumi dell’uomo paleolitico, che era cacciatore-raccoglitore e non coltivatore e allevatore. Ecco perché la dieta paleo non elimina solo zuccheri e carboidrati ma anche legumi e latticini, alimenti ‘figli del Neolitico’. A tenere insieme queste due tendenze contrarie è la ricerca di cibi anti-industriali e non processati. Nella parte più alta del quadrato ci sono i regimi alimentari più consolidati, ma non per questo statici. La dieta mediterranea nasce dall’universalizzazione delle usanze alimentari italiane, che privilegiano verdure e cereali e penalizzano carne e grassi. Di recente però ha introdotto una diversificazione tra cereali integrali, ritenuti migliori, e quelli raffinati, da assumere moderatamente: un insight vicino al mondo veg. Infine, tutta questa attenzione all’alimentazione sana ha avuto anche una ripercussione sul junk food. Si sta affermando un trend da parte di alcuni consumatori a non vivere fast food e street food come un guilty pleasure ma come una ricerca della gratificazione immediata e un’orgogliosa resistenza all’ossessione del cibo sano. Il ‘junk food consapevole’.