Festival of Media: Arun Kumar, “combinare insieme i dati, la tecnologia e i media”

8 maggio 2015

In occasione del Festival del Media, in partenza a Roma dal 10 di maggio, Arun Kumar (nella foto), Global President di Cadreon, la piattaforma di Audience Management del gruppo IPG Mediabrands, discuterà di programmatic e di come esso debba essere messo sempre più al centro di ogni campagna di marketing efficiente in un intervento programmato per il 12 maggio, che anticipiamo su Today Pubblicità Italia.

“Tre anni fa, il programmatic buying era una stella nascente con la promessa di scuotere il mercato pubblicitario dal suo compiacimento. Oggi esso ha senza dubbio  varie sfaccettature ed è possibile affermare che, innegabilmente, sia stato messo in atto il cambiamento tanto promesso. Anche se la percentuale della spesa pubblicitaria relativa al programmatic rispetto alla spesa sul mezzo digitale totale varia dal 10% al 40% (aprendo così la prima vera sfida al modello d”acquisto basato sulla search di Google), il suo impatto si fa sentire su più canali e, più in generale, sull’ecosistema di negoziazione dei media. L”industria pubblicitaria è storicamente sempre stata molto lenta nello stare al passo con le tecnologia. L”ascesa delle tecnologie programmatiche ha costretto best online casino le agenzie e le concessionarie ad apprezzare il suo ruolo e il contributo che essa può apportare al mercato. Al centro del cambiamento si trova il desiderio di qualsiasi marketer: ‘voglio pagare di più per parlare con le persone che possono materialmente comprare il mio prodotto, in un tempo e luogo che siano favorevoli sia per il mio consumatore sia per il mio brand’. Anche la tv, nonostante gli elevati investimenti pubblicitari che gli gravitano attorno, non ha mai pienamente soddisfatto tale desiderio. Il programmatic ha reso questo sogno sempre meno una fantasia, trasformandolo in una realtà potenziale nel prossimo futuro (omissis). Parlando in gergo strettamente tecnico, collegato all’intento principale dell’advertiser, il programmatic ci permette semplicemente di contattare quelle persone che sono ritenute essere più facilmente propense alla conversione (usando il termine in un’accezione ampia), utilizzando i dati e le tecnologie, e di pagare in modo proporzionale a ogni media. Le due componenti in gioco sono la tecnologia e gli scambi commerciali. La tecnologia consente di raccogliere dati, di monitorare in tempo reale i comportamenti del target e di semplificare la consegna dei messaggi per migliorarne l”efficacia. Gli obiettivi commerciali sono stati progettati per migliorare il valore e ridurre i costi. Che questo avvenga attraverso uno scambio basato su un sistema ad asta o su un mercato privato, il suo valore per un inserzionista non viene meno. Il reale impatto di questi ultimi tre anni si farà sentire attraverso l”automazione non programmatica, almeno non nel modo in cui noi la intendiamo oggi. A prescindere dal fatto che il programmatic buying raggiunga i livelli attesi o meno, i principi che ha messo in atto guideranno il media planning e il buying nel futuro (omissis). Più agili sarete, grazie all’abilità di combinare insieme i dati, la tecnologia e i media, più valore otterrete dall”ecosistema più ampiamente inteso”.