Giovanna Maggioni: “La radio è un mezzo maturo che sa di valere”

6 maggio 2015

Giovanna Maggioni

di Serena Poerio


“Bisogna superare il GRP”. E’ questo l’invito che Giovanna Maggioni (nella foto), direttore generale Upa rivolge dal palco della sala de Il Sole 24 Ore, durante la presentazione della ricerca RadioCompass e a margine di essa. “Occorre concentrarsi sui contenuti altrimenti la pubblicità rischia di diventare una commodity. E’ necessario recuperare la relazione e renderla fattore moltiplicativo del GRP”. “La radio è un mezzo maturo, che sa di valere, i dati ci sono, non bisogna avere paura dei confronti – ha continuato la manager -. Oggi c’è sempre più bisogno di avere dati incrociati tra i vari mezzi, ogni mezzo può contribuire ai risultati di una campagna di comunicazione e per questo deve essere cosciente della sua efficacia”. Il riferimento è al tema delle ricerche, su cui come Upa “stiamo facendo alcune riflessioni” ha ribadito Maggioni.

“Una ricerca ha bisogno di essere sempre più multimediale, di sistema e ‘multi-comportamento’ rispetto ai vari mezzi. In un mondo ideale questi 3 elementi sarebbero cruciali per ottimizzare l’investimento di un’azienda. Una ricerca deve essere strategica in modo tale che le aziende possano decidere la propria strategia rispetto al prodotto”. Secondo Paolo Salvaderi, presidente Fcp-Assoradio: “La radio è un mezzo che sta crescendo, ma di fatto non riusciamo a valorizzarlo come dovremmo, soprattutto se guardiamo in ottica europea abbiamo ancora del lavoro da fare. Bisogna scaricare a terra un maggiore potenziale che si traduce in quota di mercato”. “La dieta mediatica si sta allargando – ha fatto seguito Roberto Binaghi, ceo e chairman di Mindshare  -: occorre recuperare un’attenzione anche su mezzi diversi dalla tv e dal web”.

A proposito del web Maggioni ha commentato: “Internet è cresciuto rapidamente anche per la sua novità. Eppure internet è un mezzo che ne contiene altri. Solo da poco tempo si sta dando una maggiore attenzione alla qualità del contatto. Come mercato abbiamo bisogno di più informazioni che siano trasversali, di profondità e relazionali”. Sul perché le aziende italiane investano poco in pubblicità, Maggioni ha detto: “Nel nostro Paese le aziende sono numericamente meno e soprattutto la piccola e media impresa investe poco. Anche in questo caso bisogna fare sistema”. (S.Po.)