L’efficacia della radio va in onda con Radiocompass

5 maggio 2015

Roberto Binaghi

di Serena Poerio


“La radio è un mezzo in salute”. E’ quanto ha affermato Roberto Binaghi (nella foto), ceo e chairman di Mindshare nel presentare Radiocompass 2015, il primo appuntamento della terza edizione del Purple Program, ciclo di incontri organizzato dal centro media su progetti e tematiche d’avanguardia. L’evento, promosso da Mindshare e Fcp-Assoradio, focalizzato sul mezzo radio, con la collaborazione di Gruppo Finelco, A.Manzoni & C., Mediamond, Openspace Pubblicità, Rai Pubblicità, Rds Advertising e System 24, si è svolto ieri a Milano e sarà domani a Roma, e ha contato – nel solo capoluogo meneghino – circa 200 aziende accreditate.

“Nei primi 3 mesi 2015 si registra una crescita degli investimenti pubblicitari sulla radio del +6,4%”, ha dichiarato Paolo Salvaderi, presidente Fcp-Assoradio. Nello specifico nel mese di marzo i dati evidenziano un aumento del fatturato pubblicitario della pubblicità nazionale radiofonica pari al +7,7% rispetto al corrispettivo 2014. “L’evento segue quello che si è svolto a gennaio dello scorso anno (leggi notizia), quando ci siamo impegnati a sfatare 6 luoghi comuni che hanno condizionato fino a oggi i clienti: quest’anno vogliamo continuare il nostro percorso dimostrando definitivamente l’efficacia del mezzo”. Dalla lettura dei dati si evince quindi che la radio non è un mezzo che si ascolta solo in macchina, è un mezzo di informazione oltre che di intrattenimento, interessante anche in estate. Sull’ascolto nel ‘quarto d’ora medio’ sul target ‘tutti’ nelle 24 ore i numeri sono in costante crescita: si è passati dall’11,7%  del 2013 all’11,8% del 2014.  Inoltre, cresce la reach giornaliera cioè la forza del mezzo di entrare in contatto con i target centrali. Nel 2002 era il 65% ed è diventata l’84% quest’anno. Fondamentale è la capacità del mezzo di avere una reach che si distribuisca sulle varie fasce di età e di mantenere penetrazione equilibrata sui vari segmenti. Eppure gli investimenti in adv posizionano il nostro Paese come fanalino di coda dopo Usa, Germania, Francia, UK e Spagna.

Nel 2014 gli investimenti della radio sono stati pai a 406 milioni di euro con  una spesa procapite calcolata sulla popolazione italiana di circa 7 euro. L’edizione 2015 ha beneficiato del supporto di GFK, partner che ha consentito di effettuare analisi uniche sul mercato grazie alla single source proprietaria. Nel corso del suo intervento Silvio Siliprandi, ceo di GFK ha spiegato i risultati di una ricerca condotta in esclusiva per Radiocompass realizzata su un campione rappresentativo di coloro che ascoltano la radio almeno una volta a settimana con più di 14 anni (pari all’81% della popolazione italiana 14+). Ci sono 3 fattori che definiscono il rapporto con il mezzo: il lift my mood (è un mezzo ‘energizzante’), la credibilità, l’essere any time, everywhere. “A fare la differenza – ha commentato il manager – saranno i contenuti e la relazione. Il mezzo radio ha una sua vitalità intrinseca, può adattarsi ed evolversi”. A conferma di questo il fatto che il 75% del panel reputi la radio un mezzo insostituibile (il web è ritenuto tale per il 68%), credibile, multipiattaforma e moderno. Proprio la flessibilità e l’accessibilità della radio e il suo essere speculare a internet ri-equilibra l’ascolto radiofonico in un peak time costante. Altro legame che sarà sempre più imprescindibile è quello del mezzo con il territorio: nel 2014 sono stati 450 gli eventi connessi a emittenti radiofoniche.

Marco Brusa, Head of Strategy & Research di Mindshare ha dimostrato, raccontando a supporto alcune case history come Colussi Gran Turchese e Danacol, come la radio migliori la brand awarennes e l’immagine sui Light Tv viewers. “La radio non ha un visual, ma è perfettamente in grado di comunicare i valori del brand”, ha concluso Brusa.

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Radiocompass 2015-La ricerca