Yahoo, il native advertising l’unica soluzione per monetizzare da mobile

4 maggio 2015

di Fiorella Cipolletta


Il Native Advertising è la nuova modalità di monetizzazione di Display Advertising che si aggiunge al tradizionale banner e al più recente video advertising.

“Sperimentato prima su desktop, il native adv acquista ancora più valore come forma di comunicazione su piattaforme mobili che, attualmente, rappresentano la sfida più grande per i publisher perché sono il luogo in cui il traffico si sta spostando sempre di più e da dove arrivano  i nuovi utenti – spiega a Today Pubblicità Italia Davide Corcione (nella foto), Head of Agency & Account Management Yahoo Italy -. Il mercato sta comprendendo che il native è la soluzione – forse l’unica oggi efficace – per monetizzare da mobile. Ci sono principalmente due tipologie di native, quello in stream adv, che si basa sul contenuto come stream infinito di una pagina che scrolla sia su desktop che su mobile, e un native adv legato ai contenuti che fa content circulation. L’offerta di native adv di Yahoo è del primo tipo, ossia una forma di pubblicità che si integra con la fruizione del contenuto e che non è percepita come pubblicità intrusiva, come confermano i risultati di una ricerca che ha condotto il team research di Yahoo  in Italia. Secondo questo studio, il native advertising è considerato per il 47% degli intervistati meno invadente di altri tipi di pubblicità su web e si amalgama bene con i contenuti presenti. Gode di ottima visibilità (il 93% ha dichiarato di notare i native su pc/laptop e l’85% su smartphone, il 21% in più rispetto al tradizionale display advertising) ed è efficace anche  in termini di brand awareness, tanto che il 49% afferma di aver modificato positivamente la percezione del brand”.

Gli investimenti pubblicitari sono sempre più spostati verso il mobile, dove ci sono più utenti. “Lo schermo touch ha cambiato radicalmente il modo in cui gli utenti fruiscono dei contenuti – continua  Corcione – soprattutto quando sono sulle app e, considerando che oggi proprio sulle app spendono la maggior parete del loro tempo, va da sé che il native advertising è molto importante per il mercato della pubblicità digitale”.

L’arte di fare native a 360 gradi è sicuramente nel dna di Yahoo, una delle poche media company che si è da subito focalizzata sul mobile per raggiungere efficacemente gli utenti tramite app e m-site. “Questo posizionamento riflette da un lato la strategia mobile-first company introdotta da Marissa Mayer e dell’altro il fatto che l’engagement è molto più alto sul native advertising mobile che su desktop – sottolinea Corcione – Yahoo è partita con una propria inventory estendendo anche ad altri siti di sua proprietà come Tumblr o di terze parti come Tango, una app di video chat diffusa nel mondo, e siti di editori in EMEA, come Lagardere in FR e Gumtree in UK, dimostrando la sua capacità di monetizzare anche su siti e app mobile di partner. A livello locale siamo pronti e interessati a valutare editori di qualità che hanno traffico interessante”.