Tribunale UE: intervento sui marchi slogan pubblicitari

16 aprile 2015

di Federico Unnia


Il Tribunale dell’Unione Europea (sentenza T-59/14) si è  pronunciato nuovamente in tema di marchi costituiti da slogan pubblicitari, ovvero sulla possibilità di registrare lo slogan ‘Investing for a new world’ come marchio per servizi finanziari e di consulenza. La vertenza è sorta a seguito del  rifiuto alla registrazione apposto dallo UAMI si basava sull’assoluta mancanza di carattere distintivo dello slogan, tenendo conto sia delle caratteristiche del pubblico di riferimento (di lingua inglese e, tenuto conto del settore merceologico, considerevolmente attento), sia dell’espressione in sé, tale da non essere percepita come segno distintivo, ma unicamente come espressione promozionale dei servizi offerti. Essendo pertanto uno slogan banale e con un significato laudatorio privo di ambiguità, non sarebbe stato recepito dal pubblico come indicatore di provenienza dei servizi, e quindi come marchio.

Nel decidere sulla questione, il Tribunale ha ricordato come per la valutazione della capacità distintiva dei marchi costituiti da slogan non devono essere applicati criteri più rigidi rispetto a quelli utilizzati per valutare altri tipi di segni. Inoltre, il carattere promozionale o laudativo di uno slogan non è di per sé un valido motivo per negare il carattere distintivo di un segno: infatti, come più volte ricordato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, l’importante è che il pubblico percepisca il segno anche come indicatore di origine, non ostando il fatto che venga percepito anche – o addirittura principalmente – come slogan. In applicazione di tali principi, il Tribunale ha confermato la valutazione effettuata dall’UAMI, pur considerando errata la considerazione che – dato il tipo di servizi – il pubblico di riferimento potesse considerarsi particolarmente attento.

Ha sostenuto che, trattandosi di slogan, nonostante la specificità del settore, il livello di attenzione del pubblico può essere anche molto basso. L’errore non ha però inficiato il giudizio formulato dalla Commissione dei Ricorsi: lo slogan ‘Investing for a new world’, costituito da un’espressione laudatoria, descrive i prodotti offerti, e non è dotato di originalità tale da essere percepito dal consumatore come un segno distintivo.