Carlo Noseda: “lo storytelling torna al centro con Il Native Advertising”

16 aprile 2015

di Serena Poerio


Sono state circa 1.300 le presenze registrate ieri al MiCo di Milano in occasione dell’undicesima edizione dello IAB Seminar. Numeri importanti per l’evento che ha riunito uomini di diversi settori intorno a un tema di crescente importanza: Native Advertising – The Art of Making. “Abbiamo ricevuto l’interesse di tanti operatori non solo del nostro mercato – ha dichiarato a Today Pubblicità Italia Carlo Noseda (a sinistra nella foto con Marco Montemagno), presidente IAB Italia -. Questo Seminar è l’evento più eterogeneo finora organizzato”. Il merito di una così forte affluenza è dovuto principalmente a due fattori: il format della manifestazione e l’argomento trattato. “Abbiamo imparato molto dallo scorso IAB Forum – ha continuato il manager -. Abbiamo voluto alzare l’asticella, inserendo più condivisione e moderazione anche all’interno del Seminar. Il format ha fatto sì che l’evento sia stato comunicato anche in maniera diversa. L’argomento coinvolge diversi attori, a essere interessati sono aziende, editori, concessionarie, agenzie. Il Native fa tornare lo storytelling al centro. Le sue potenzialità sono molte, questo è emerso anche negli altri Paesi. In Italia volevamo fare un anno 0”.

In occasione dello IAB Seminar è stato distribuito un PlayBook (disponibile su www.IAB.it), presentato da Peter Minnium, Head of Digital Brand Initiatives IAB US, che ha approfondito le 6 le tipologie di Native utilizzate finora: In-Feed Units, Paid Search Units, Recommendation Widgets, Promoted Listings, In-Ad Units con Elemento Native, Custom/Can’t Be Contained. Una sezione del Playbook è stata anche dedicata ai 6 elementi che lo caratterizzano: forma, funzione, integrazione, buying & targeting, misurazione, disclosure.

“Abbiamo istituito per questo Seminar un Comitato Scientifico (vedi notizia) – ha continuato  Noseda – e ha funzionato. Per fare bene bisogna parlare. Anche la collaborazione con Marco Montemagno ‘direttore artistico’ di IAB Italia sta andando molto bene e proseguirà per i prossimi due anni”. Per i professionisti che vogliono utilizzare le opportunità del Native il consiglio è di fare attenzione alle linee guida strategiche, lavorare sul contenuto, importare dall’editoria, apprendere dalle best practice. Sul tema della privacy, cui è stato dedicato un focus, è emersa l’importanza della deontologia e dell’autodisciplina in un contesto dove è fondamentale rendere riconoscibile la pubblicità. Il presidente ha aggiunto: “Oggi volevamo dare una guida al mercato. A ottobre ritorniamo con un Seminar dedicato al programmatic, in cui si parlerà ancora anche di Native”.

Il fermento intorno a questa edizione dello IAB Seminar ha denotato positività e interesse. Nell’ottica dell’Associazione di fornire una bussola per comprendere sempre più le dinamiche del mercato, è stata annunciata la partenza il 4 maggio della IAB Academy, la piattaforma dove i protagonisti del digital e dell’advertising racconteranno le loro esperienze, i casi di successo e di insuccesso, le nuove tendenze e i numeri del business digitale in Italia e nel mondo. Sponsor dell’appuntamento sono 4w MarketPlace, Ligatus, Outbrain, Seat Pagine Gialle, Sky, Yahoo in qualità di Platinum, e Brightcove, Hearst Magazines Italia, Mosaicoon, UpStory in qualità di Gold.