Assorel, sciolto il Consiglio direttivo. Nuove elezioni ad aprile

10 marzo 2015

Andrea Cornelli: “Pronto a proseguire la presidenza solo se ci sarà unità nel rispetto delle regole e delle esigenze di tutti gli associati”

di Valeria Zonca

Assorel, l’associazione delle relazioni pubbliche, è attualmente senza un Consiglio direttivo a seguito dell’uscita di numerose agenzie associate. “Sono diventato presidente meno di un anno fa con una maggioranza, ma senza l’unanimità – ha spiegato a Today Pubblicità Italia l’attuale presidente Andrea Cornelli (nella foto), che è ad di Ketchum Italia -. Da lì è seguito un percorso complesso, nel quale la mia mission è sempre stata quella di cercare l’omogeneità di intenti perché un’associazione deve essere a servizio delle associate. Durante l’assemblea che si è svolta lo scorso ottobre, gli associati hanno deciso di creare un momento di confronto, per cercare di capire come rimodellare Assorel, messa costantemente alla prova perché si confronta con un mercato che si evolve velocemente. Abbiamo agevolato questo percorso nominando un gruppo di lavoro che ha dato vita, circa un mese fa  a un workshop che ha prodotto dei documenti propositivi che saranno oggetto di un incontro fissato per il 23 marzo”.

Sta di fatto che, a oggi, sugli 11 consiglieri eletti, 6 sono fuoriusciti dal Consiglio direttivo. A dare il là alla diaspora era stata Giovanna Pandini, il cui incarico era decaduto dopo la sua uscita da Noesis. Successivamente hanno lasciato, per svariate ragioni, i consiglieri Diego Lifonti, Diego Ricchiuti (Golin), Paolo Bruschi (Segest), Anita Lissona (Lead Comunicazione) e Filomena Rosato (FiloComunicazione). “Per tre consiglieri erano decaduti i requisiti per poter sedere in Consiglio perché non lavoravano più nelle agenzie associate – ha proseguito Cornelli -. Gli altri tre si sono dimessi, giustificando la scelta come un incentivo ad arrivare alla prossima assemblea in maniera svincolata da quelle che erano vecchie consuetudini, per discutere su: i veri motivi di utilità dell’associazione, gli obiettivi futuri e uno statuto più facilmente interpretabile”. Un altro nodo da sciogliere il prossimo 23 marzo sarà quello di definire se la prossima assemblea, che probabilmente sarà convocata a fine marzo o a inizio aprile, dovrà eleggere solo i 6 consiglieri decaduti oppure tutti gli 11 membri del Consiglio direttivo.

“Sono stato eletto e sento la responsabilità del ruolo, però non voglio perdere la mia coerenza – ha precisato il presidente in carica -. Sento forte la mia missione, ma ci devono essere le condizioni per lavorare in modo trasparente e unitario. Sono convinto della necessità del cambiamento, ma solo nel momento in cui si rispettano le regole democratiche che l’associazione stessa si è data. In questi giorni sto raccogliendo le idee per capire se è possibile agevolare il percorso che possa ricompattare Assorel su obiettivi comuni. Se, invece, mi renderò conto che ci sarà una strumentalizzazione o criticità insormontabili, potrei fare una scelta diversa e dimettermi. Per il momento tutte le ipotesi sono aperte”.