Assocom riforma lo statuto per ricompattare il mercato. Apertura ai fuoriusciti

6 marzo 2015

Marco Testa

La proposta del Consiglio direttivo ai voti nell’assemblea di giugno. Diritto di rappresentanza e di voto alle strutture in proporzione alla loro dimensione, da 1 a 3

Il Consiglio direttivo di Assocom, riunitosi lo scorso 4 marzo, ha discusso le modifiche allo statuto dell’associazione, che saranno presentate all’approvazione della prossima assemblea generale di giugno. Una tappa importante nel percorso di riforma dell’Associazione, la cui missione è rappresentare l’intero mercato della comunicazione: un mercato che ha oggi due facce, quella delle tante piccole e medie realtà imprenditoriali, parte vitale del sistema, e quella dei grandi gruppi multinazionali.

Proprio per continuare a rispondere alle istanze di tutti gli associati, Assocom ha deciso di consolidare il dialogo con le agenzie sul territorio con un road show già dalle prossime settimane a cui parteciperanno il presidente Marco Testa (nella foto) e alcuni consiglieri che condividerà con gli associati il nuovo statuto. L’obiettivo delle modifiche è quello di ampliare la partecipazione, creando i presupposti per cui tutti gli associati, comprese le grandi sigle, possano essere adeguatamente rappresentati per il peso specifico che hanno sul mercato.

Il modello, studiato da una commissione dedicata, della quale hanno fatto parte Giorgio Bonifazi Razzanti (Pan Comunicazione), Alessandra Montresor (Publicis), Emanuele Nenna (The Big Now), Isabelle Harvie-Watt (HavasMediaGroup), Daniele Tranchini (Leo Burnett) e Stefano Del Frate, dg di Assocom, attribuisce infatti diritto di rappresentanza e di voto alle strutture in proporzione alla loro dimensione, con la possibilità di avere da 1 a 3 persone in assemblea. Parallelamente la commissione ha rivisto il sistema delle deleghe in assemblea, sempre in un’ottica di promozione della partecipazione: ciascun membro avrà infatti la possibilità di ricevere una sola delega da altre persone che siedono in assemblea, invece delle quattro previste dal vecchio Statuto.

“Un’associazione capace di rappresentare adeguatamente il comparto nel suo insieme, favorendo il rientro dei big e incentivando, anche con il coinvolgimento diretto del territorio, le tante piccole e interessanti realtà che spesso rappresentano eccellenze – ha commentato il presidente Testa -. È questo l’obiettivo che ci poniamo, perché solo tornando a essere tutti insieme possiamo davvero continuare a incidere sul mercato e restituire valore a tutti gli associati, dal più grande al più piccolo. Nella sua lunga storia Assocom ha saputo sempre cogliere per prima i mutamenti del mercato e le esigenze dei suoi associati. Mi auguro che questo importante passo dell’associazione, richiesto da più parti, apra a una collaborazione nuovamente costruttiva e serena, e riunisca nuovamente tutti i protagonisti del nostro settore”.