IPG Mediabrands Italia, chiusura 2014 in positivo. Crescita sostenuta nel 2015

9 febbraio 2015

di Serena Poerio


Gian Paolo Tagliavia (nella foto): “Due filoni per il media: i dati e lo storytelling”

“Tutto è media”. Esordisce con queste parole Gian Paolo Tagliavia, ceo di IPG Mediabrands Italia quando descrive a Today Pubblicità Italia la contemporanea trasformazione delle centrali media. “La rivoluzione digitale fa sì che ormai non esistano più oggetti inerti che non siano in qualche modo connessi alla rete. Il risultato è che ovunque c’è connessione c’è media,  ovunque c’è media c’è bisogno di operatori specializzati che lavorino per creare opportunità per i clienti”. In tal senso “il ruolo della centrale media diventa non solo sempre più consulenziale, ma integratore di competenze affianco dei clienti”.
Raccontare il media nel complesso e attuale scenario significa secondo il manager seguire due direttrici: “I dati e la capacità dei marchi di raccontarsi. Rispetto al primo filone abbiamo creato una divisione ad hoc, Marketing  Sciences, dedicata all’integrazione orizzontale di diverse e complementari discipline specialistiche: crm, geomarketing, modelling, direct marketing e btl, che ha come obiettivo quello di integrare le fonti dei dati che si hanno a disposizione, con i dati di vendita, di crm, delle campagne media più tradizionali in modo da restituire ai clienti un quadro di insieme orientato allo sviluppo del proprio business. Per quanto riguarda il secondo punto dobbiamo aiutare le marche a diventare editori delle loro storie”.
La capacità di costruzione di contenuto diventa quindi elemento fondamentale nelle strategie di planning e buying. In riferimento al rapporto con gli editori, Tagliavia ha commentato: “Anche con loro le relazioni stanno evolvendo. Cerchiamo sempre di più audience,  scommettiamo su un editore più per il suo profilo reale che per la sua storia”. E su questo punto il ceo di IPG Mediabrands evidenzia all’orizzonte una sfida, nodo da sciogliere e opportunità da cogliere: “La visibilità resta questione cruciale. Occorre anche in Italia rappresentare la totalità del mercato e far sì che alcuni soggetti facciano ‘disclosing’ dei propri dati”.
E a proposito di Facebook e Google e di un ruolo di ‘disintermediazione’ tra azienda e cliente e sulla percezione che di essi si ha nella filiera del media, Tagliavia ha aggiunto: “La nozione di concorrenti in un mondo digitale è difficile da applicare: siamo tutti concorrenti e partner. C’è un tale livello di contaminazione, che non si può pensare di avere la proprietà esclusiva di un business.  Molto del nostro successo futuro sarà dato dalla capacità di lavorare in partnership con tanti soggetti diversi”.
Zoomando sulla realtà IPG MediaBrands, il ceo ha dichiarato: “Il 2014 è stato il primo anno della nuova struttura e siamo cresciuti sia in termini di fatturato che di margine. Il modello sta funzionando e credo ci siano tutte le premesse per continuare nel 2015 con una crescita sostenuta”.
Allargando il focus dal nostro Paese all’Europa, il manager ha affermato: “Il nostro Paese è molto indebolito, ma ai professionisti italiani viene ancora riconosciuta la flessibilità e la capacità di lavorare in sinergia con il cliente. Sul fronte internazionale molto spesso c’è la distribuzione del budget verso Paesi che rappresentano opportunità di business maggiori, in ambito europeo sicuramente il mercato che negli ultimi anni ha rappresentato un’opportunità per tutti è la Turchia, a livello mondiale crescono il Messico, l’India e l’Australia”.