AQuest chiude il 2014 a oltre 2,6 milioni di fatturato (+44%) e punta a crescere all’estero

2 febbraio 2015

Fabio Merlin

Da gennaio la creative digital agency veronese è sbarcata a Londra

Nata nel 1994, AQuest (www.aquest.it) è una delle prime agenzie italiane ad aver creduto nello sviluppo di Internet. Partita nel retrobottega di un bar di San Giovanni Lupatoto (Verona), oggi la creative digital agency conta 55 dipendenti e un fatturato che, nel 2014, ha superato i 2,6 milioni di euro mettendo a segno una crescita del 44% rispetto al 2013.Mondadori, Melegatti, Byblos, Gaudì, Masi, Schüco, Lubiam e GlaxoSmithKline i principali clienti.

“Il 2015 sarà l’anno del consolidamento del business, ma anche dell’espansione internazionale”, spiega a Today Pubblicità Italia Fabio Merlin (nella foto), co-fondatore e direttore creativo di AQuest. Dalla storica sede veronese, infatti, l’agenzia a gennaio ha messo un piede anche a Londra scommettendo sui premi ottenuti recentemente a livello internazionale: l’ultimo,in ordine di tempo, è la nomina a Designer of the Year 2014 da parte di CSS Design Awards (www.cssdesignawards.com), uno dei massimi riconoscimenti nell’ambito del web design internazionale per agenzie e creativi digital.

Tra gli ultimi progetti firmati da AQuest, il restyling del sito Starbene.it per Mondadori e il racconto digitale per il progetto no profit ‘7MML’ (www.7milamiglialontano.com). Si tratta dell’iniziativa ‘7 mila miglia lontano’: un giro del mondo in diverse tappe, in cui un team composto da fotografi e videomaker documenta la situazione dell’umanità usando come chiave di ricerca il cibo.

“Il viaggio si concluderà a Milano – racconta Fabio Merlin, co-fondatore e direttore creativo di AQuest – in occasione di Expo 2015, che ha come tema portante proprio il cibo. Il ricavato di tutto il progetto sarà devoluto in beneficenza”.

È questo un esempio di “interactive storytelling, una delle tendenze che si sta affermando in ambito creativo digitale– continua Merlin -. Le aziende, infatti, sempre più spesso chiedono alle agenzie di raccontare delle storie attraverso il web creando interazione con gli utenti. Ovviamente il tutto in un’ottica ‘mobile first’: tutti i siti vengono ormai disegnati e costruiti pensando alla fruizione in mobilità tramite smartphone o tablet”.

Ma che cosa c’è nel futuro di AQuest? Visti i risultati, potrebbe essere acquisita da un colosso della comunicazione globale? “Abbiamo ricevuto in passato diverse offerte, ma vogliamo restare indipendenti continuando a mantenere il DNA iniziale, quello di un gruppo di lavoro che ‘respira’ Internet dai suoi primi giorni”, conclude Merlin.

 

Di Claudia Cassino