Sapere Vedere, una casa per la cultura visiva italiana

23 gennaio 2015

Uno spazio digitale per fotografare lo stato della cultura visiva italiana. Ma anche, più in generale, per confrontarsi sul nostro Paese. Stiamo parlando di <S/V> – Sapere Vedere (http://saperevedere.it/), la piattaforma web e social indipendente lanciata nel settembre del 2014 da Renato Fontana, professionista con alle spalle importanti esperienze manageriali in alcune delle principali agenzie pubblicitarie italiane e attualmente in TBWA Roma in qualità di Talent Manager. “Attraverso la formula dell’intervista – racconta l’ideatore del progetto di ricerca – ho voluto raccogliere storie, trarre suggestioni, soprattutto guardando al mondo degli under 30. Mi sono focalizzato su personalità emergenti, non solo singoli artisti, ma anche collettivi, sia consolidati che gruppi temporanei, che hanno già conquistato una certa credibilità nel proprio ambito di riferimento”. Le interviste, che possono essere fruite come file di testo o audio, sono costruite in modo agile: domande secche e risposte altrettanto rapide su percorsi di vita, formazione, ispirazione e, in particolare, sul rapporto con l’Italia.

“Un elemento che accomuna molti degli artisti coinvolti – sottolinea Fontana – è la collocazione geografica. Molti sono fuori dal nostro Paese, per scelta, o per necessità. Il filo conduttore è una certa attitudine internazionale che consente a queste personalità di avere un punto di vista diverso sulla situazione italiana. E poi c’è la straordinaria ricchezza e vivacità della provincia che non soffre di complessi di inferiorità rispetto ai grandi centri”.

La formula di <S/V> – Sapere Vedere è legata a due verbi importanti, da cui ha preso il nome il progetto: sapere e vedere. Ogni ospite ha la possibilità di personalizzare la propria intervista con parole chiave che riprendono proprio le due iniziali. L’obiettivo principale è quello di dar voce ai talenti emergenti nel mondo della grafica, della fotografia, dell’illustrazione, del digitale, della street art, del design, dei cross media. “Ma ritengo sia utile lasciare spazio anche a figure non prettamente artistiche, penso a manager e produttori che operano in questo settore”, precisa Fontana. Largo ai giovani, ma non solo. “Attraverso la rubrica Respect coinvolgiamo anche personaggi già affermati – aggiunge – che portano il valore aggiunto della loro esperienza”. Ogni intervista proposta da <S/V> è accompagnata da una gallery dedicata al portfolio degli artisti coinvolti.

“Si tratta di un format flessibile – afferma Fontana -. Il target di riferimento è essenzialmente il mondo dei creativi, nel senso più ampio del termine. E’ essenzialmente un modo per rimettere in circolo le idee, in un contesto di ‘overdose’ cognitiva che moltiplica l’accesso ai contenuti, ma rende sempre più arduo il processo di selezione. Non mi interessa celebrare ciò che è già mainstream, ma andare a scoprire un’eccellenza italiana un po’ fuori dagli schemi tradizionali, un made in Italy lontano dai cliché. La speranza è che serva anche ai tanti ragazzi del nostro Paese che vivono una sorta di blocco psicologico, che pensano di non potercela fare”.

Andrea Crocioni