Per Rocket Fuel il 2015 sarà all’insegna del multi-touch, anti frode e programmatic tv

13 gennaio 2015

Enrico Quaroni: “Gli elementi chiave su cui i marketer devono puntare per raggiungere i loro obiettivi”

Secondo Rocket Fuel, la piattaforma programmatica di media-buying che, tramite real time bidding e programmatic buying, che offre soluzioni per ottimizzare le campagne di digital advertising, il 2015 il 2015 sarà l’anno in cui i marketer inizieranno a sfidare i limiti dei modelli di base di attribuzione e muoversi verso un approccio di attribuzione multi-touch (AMT). L’AMT permette ai marketer di guardare l’intero marketing mix e di tracciare come un utente interagisce con i diversi media e le azioni successive che ha adottato. L’AMT permette inoltre ai marketer di vedere come i diversi canali di marketing interagiscono tra loro e come l’attribuzione di vendita dovrebbe essere ponderata. Se si guarda l’intero 2014 e le evoluzioni nel 2015, si capisce che i marketer hanno capito i benefici di questo approccio olistico.

“L’analisi che abbiamo effettuato permette di evidenziare gli elementi chiave su cui i marketer devono puntare per raggiungere i loro obiettivi e aumentare il ROI delle loro campagne adv – afferma Enrico Quaroni (nella foto), Country Manager di Rocket Fuel in Italia –. Il 2015 sarà un anno fondamentale per il nostro settore ed è quindi importante cogliere tutte le opportunità che ci offrono le nuove tecnologie”. Rocket Fuel punta l’obiettivo anche sul tema delle frodi nella pubblicità online che nel 2014 ha raggiunto nuovi livelli. “Tutti i player di questo settore hanno dato la loro opinione sul tema e alcuni hanno anche indicato il colpevole – si precisa in una nota – . Il lato positivo è che adesso un maggior numero di aziende è impegnato ad affrontare questa situazione e nel 2015 le vedremo agire ancora di più per garantire che l’investimento pubblicitario non vada sprecato. La cosa migliore da fare è unirsi e scoprire insieme le soluzioni per fermare questo problema”.

La tv rimane un’opportunità ancora non sfruttata a causa di una mancanza di comprensione di come targetizzare il pubblico chiave. “Immaginate se fossimo stati in grado di utilizzare i dati ottenuti da ciò che le persone scelgono di guardare con i servizi di playback e identificare insight sui loro interessi e le loro intenzioni. Saremmo quindi in grado di utilizzare queste informazioni per mostrare un annuncio rilevante per le loro preferenze, e non solo un annuncio generale che viene visto da tutti – si sottolinea in una nota -. Nel 2015 i marketer si renderanno conto dell’enorme potenziale proveniente dall’utilizzo di tecnologie programmatiche per la pubblicità televisiva e gli investimenti in questa area aumenteranno sempre di più. Alla fine del 2013 avevamo previsto che il 2014 sarebbe stato l’anno del programmatic buying e in Rocket Fuel abbiamo visto i clienti utilizzare i nostri servizi per le loro brand campaign e per raggiungere i loro obiettivi di direct response. Per i brand marketer è importante essere in grado di raggiungere il target, tuttavia, le campagne di brand tradizionali hanno spesso avuto un approccio ‘spray and pray’. Nel 2015 i brand advertiser che utilizzerano le più avanzate tecnologie pubblicitarie saranno in grado di garantire che il pubblico che raggiungono sia composto dal loro target di mercato, evitando così gli sprechi inutili e aumentando il ROI delle loro campagne di branding”.