Manager: mettersi in discussione per dare una forma ‘responsive’ al proprio business

22 dicembre 2014

Abbandonare gli alibi e prendersi un appuntamento con il tempo (timescapes), non lavorando solo per scadenze, ma disegnando progetti che mettano insieme persone, competenze e dimensioni differenti. Produrre contesti, persone e organizzazioni flessibili la fine di creare ‘ponti’  con i progetti messi in agenda (cross). Tornare a sviluppare contenuti. Abilitare spazi e ambienti per sincronizzare il ‘me’ con il ‘we’ (self) perché le vere trasformazioni accadono quando le persone cambiano, crescono insieme, condividono i loro tempi migliori con noi e con i loro colleghi coinvolti in un medesimo progetto. Secondo la service design company Logotel sono queste le quattro sfide prioritarie che un manager deve affrontare per dare una forma ‘responsive’ al proprio business nel 2015. Gli atteggiamenti, i comportamenti, i ruoli, le metodologie e gli strumenti del management, oggi non sono né ripetibili, né riciclabili perché lo scenario liquido, ibrido e imprevedibile del mercato ha ‘sgonfiato’ di significato molti aspetti di questo ruolo.

“Il manager deve avere, oggi, più di prima, una visione completa e sistemica di che cosa ha visto, fatto e realizzato fino a ieri – spiega Cristina Favini, Strategist & Manager of Design Logotel – solo in questo modo potrà capire con lucidità cosa buttare via, timbrando con ‘scaduto/non più valido’, il suo bagaglio di storie, strumenti e strategie”. Questo significa che oggi – e lo sarà ancora di più nel 2015 – un Manager è chiamato a ‘reinventarsi’, fino al punto di sentirsi uno sperimentatore della propria stessa esistenza di professionista. Tra gli skill di cui deve essere in possesso c’è l’elasticità mentale, indispensabile per gestire le fasi di rottura, e una forte flessibilità per adattare le proprie strategie in situazioni in rapida evoluzione.