Vittorio Bonori: “Assocom: ora atti concreti. Non possiamo perdere un altro anno”

19 dicembre 2014

Il ceo di ZenithOptimedia: “Non abbiamo intenzione di uscire, a patto che le nostre istanze vengano prese in considerazione”

“Non è nostra intenzione creare strappi all’interno dell’associazione, vogliamo solo accelerare il confrontro”. Lancia un messaggio distensivo Vittorio Bonori, ceo di ZenithOptimedia e un anno fa principale antagonista di Marco Testa nella battaglia per la guida di Assocom. “Le nostre dimissioni, insieme a quelle delle altre agenzie media del Gruppo Publicis, sono state presentate a settembre, come da regolamento. Una scelta preventiva, in attesa di verificare gli sviluppi della situazione”, ha spiegato.

“Dal dicembre scorso – ha continuato Bonori – abbiamo portato avanti il dialogo e abbiamo trovato ascolto da parte dei vertici di AssoCom. Ci sono stati diversi incontri e forse questo scambio di punti di vista avrebbe meritato di essere condiviso di più anche con i mezzi di informazione”. Ora si è arrivati all’istituzione di una Commissione aperta che si dovrà occupare di portare avanti le riforme. “Non abbiamo nessuna intenzione di uscire, a patto che le nostre istanze vengano prese in considerazione e che la commissione istituita porti cambiamenti concreti. Parteciperemo ai lavori, lo farò il più possibile in prima persona. L’importante è che le cose si facciano, non possiamo permetterci di perdere un altro anno”, afferma il manager.

Ma quali sono i punti chiave per le big del media? “E’ centrale il tema della governance – risponde Bonori -. Va rivisto il meccanismo elettorale. Personalmente auspico candidati presidenti in chiaro da subito, con tanto di squadra e programma, una riduzione delle deleghe (1 o 2 al massimo) e voto ponderato in base alla dimensione degli associati, un modo questo per coinvolgere maggiormente la base associativa. Per quanto riguarda il programma, riconosco che sono state fatte delle cose positive quest’anno,  ma deve essere riconosciuto il ruolo di digitale e media. Sul tavolo non sono stati messi temi rilevanti per il mercato: tecnologia, dati, programmatic, e nemmeno problematiche di carattere più istituzionale, come la riforma della Rai. L’associazione non è riuscita a proporsi come interlocutore per il Governo e i suoi tecnici. Riconosco comunque l’attitudine all’ascolto da parte di chi guida l’associazione. La dialettica accesa un anno fa non vuole essere fine a stessa, non è una battaglia personale, ma per tutto il settore”.

Andrea Crocioni