Reputation Manager:  tra gli spot di Natale più visti online ‘brilla’ per assenza l’Italia  

18 dicembre 2014

14esima con Ikea e 1,4 milioni di visualizzazioni. Al top i magazzini John Lewis con 19 milioni

 

E’ un bilancio piuttosto desolante quello del nostro Paese nell’analisi degli short movies natalizi più apprezzati in Rete. Come rileva Reputation Manager, istituto italiano che analizza la reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico, e Today Pubblicità Italia può anticipare, l’unico video in italiano è quello di Ikea, al 14° posto con 1,4 milioni di visualizzazioni, 33 like e 7 commenti. Ben lontano dal più visto, quello dei magazzini John Lewis, la cui romantica amicizia tra un bambino e il suo pinguino immaginari ha totalizzato su Youtube 19,2 milioni di visualizzazioni, oltre  89mila like e 7mila commenti. Secondi sono i supermercati Sainsbury, con 14,5 milioni di visualizzazioni, più di 77mila like e 9mila commenti; mentre al terzo si trova il dissacratorio video dei deodoranti da bagno Poo Pourri, con 8,7 milioni di visualizzazioni, più di 4mila like e 600 commenti. “Gli short movies natalizi- commenta Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager- si attestano tra i video più virali del web e i brand inglesi (sponda Uk in Europa) sono bravissimi a sfruttare questa potenzialità. Gli italiani invece sono ancora piuttosto fermi da questo punto di vista, spesso non hanno neanche un canale ufficiale su YouTube”.  Se è vero che gli strumenti digitali ci arrivano  d’oltreoceano dove, con la loro nascita, si genera “anche il background adatto al loro utilizzo – sottolinea il ceo -, noi viviamo, invece, una sorta di sudditanza digitale, una seconda ondata di influenza, dopo quella televisiva degli anni ’60, che sembriamo subire”. Quello della classifica, “è un campanello di allarme, che ci dice come la nostra grande eredità culturale, quando viene il tempo di cambiamenti ortogonali, rischi di diventare un peso impedendoci l’accesso al presente”. Nonostante la grande penetrazione dei device digitali nella penisola, perché “c’è differenza tra l’adozione del mezzo da parte del singolo, rispetto a quella di progetti pubblicitari”. E non consola pensare che insieme a noi, anche Spagna e Francia si trovino indietro nella classifica. Quanto ai settori, “l’elemento interessante – nota il ceo – è che il successo non dipende dal fatturato dell’area. Basti pensare al fashion, che continua a utilizzare un linguaggio televisivo, tipicamente top-down, impostando un rapporto univoco che mal si adatta alla Rete, dove servon invece dialogo e azione. Paradossalmente, a usare meglio la Rete sono settori nuovi, che non hanno a disposizione grandi budget per l’adv tradizionale, quello televisivo in primis”. Televisione che pure, “diventando sempre più ‘videoteca’ grazie all’on demand, sta imponendo una cultura dirompente per il mercato pubblicitario di fronte alla quale dobbiamo chiederci quale sia il futuro dell’adv. Dovremmo impegnarci in uno sforzo di diffusione culturale su un presente che corrisponde anche a un futuro lavorativo”. Al quarto posto della classifica di Reputation Manager c’è Burberry con From London with Love 8,3 milioni di visualizzazioni, 10mila like e 650 comenti. A seguire:Budweiser (3,3 milioni di visualizzazioni, 336 like, 49 commenti); Sky (3,1 milioni di visualizzazioni, 522 like, 100 commenti); Walmart coupons (2,7 milioni di visualizzazioni, 21 like, 18 commenti); Philips (2,4 milioni di visualizzazioni,  12 like, 2 commenti); Glade (1,7 milioni di visualizzazioni, 1488 like, 115 commenti); Victoria’s Secret (1,6 milioni di visualizzazioni, 296 like, 18 commenti). Reputation Manager ha reso infine nota ieri anche la top ten dell’identità digitale dei manager italiani (http://www.pubblicitaitalia.it/2014121735276/digital/ricerche-2/top-manager-sul-web-2014-marchionne-e-il-migliore). Sergio Marchionne si trova in cima, con 64,2 punti su 100, davanti a Diego Della Valle (Tod’s) con 58,8 punti e Marco Patuano (Telecom Italia) con 52.