Condé Nast nel 2015 punta su La Cucina Italiana e sui Maschili

17 dicembre 2014

A febbraio il lancio di un nuovo prodotto dedicato al mondo beauty e fashion

Un anno di conferme e di successi il 2014 per Condé Nast Italia, la multimedia company guidata dal presidente e ad Giampaolo Grandi (nella foto), che chiude l’anno in corso mettendo a segno 120 milioni di fatturato pubblicitario, leggermente superiore a quello del 2013 (a perimetro omogeneo e cioè escludendo le testate chiuse Myself e Sposabella): 107 milioni dalla stampa che chiude con una leggera flessione a -1% (il mercato a -10%), 13 milioni dal digitale (vedi notizia http://www.pubblicitaitalia.it/2014121635177/media/per-conde-nast-nel-2014-la-raccolta-adv-vale-120-milioni-di-euro) e circa 7 milioni dagli eventi. Avviato da CN nel mese di settembre 2012, il progetto di trasformazione sotto il segno dell’interattività per entrare con grande determinazione nel mondo degli schermi e “catturare l’attenzione considerando che oggi le interazioni che le persone hanno con i media, circa l’80%, avvengono su uno schermo come smartphone, tablet, pc e tv – dichiara Grandi – ha fatto passi in avanti significativi e sono molto soddisfatto di come si sta chiudendo l’anno e dei futuri piani che ci vedranno protagonisti del 2015”. A confermare la soddisfazione di Giampaolo Grandi sono i numeri. Infatti Condé Nast Italia, che fa capo a Condé Nast International, gestita da Jonathan Newhouse con un fatturato  superiore al miliardo di dollari e margine operativo del 2014 pari a circa 140 milioni di dollari, vale il 20% di questo fatturato e circa il 13% del margine operativo nel 2014. Il parametro di valutazione della performance all’interno di Condé Nast International è rappresentato dal margine operativo che non comprende le royalties sui brand e i costi dell’headquarter di Londra. L’Italia contribuisce a questo risultato con circa 13 milioni di euro. Nel 2013 il margine operativo è stato di 10 milioni e nel 2015 Condé Nast Italia conta di arrivare a 17 milioni di euro. Conti più che positivi concretizzati da una continua ricerca e innovazione di prodotti di alta qualità e premiati dal pubblico e dagli investitori. Il business model messo a punto da CN per il settore video fa sì che tutti i siti Condé Nast raggiungono nel complesso ogni mese oltre 15 milioni di utenti unici. In particolare “CN Live presenta una distribuzione video unica sul mercato con 1 milione e 700 mila utenti unici – sottolinea Fedele Usai, Deputy General Manager Condé Nast –  e 15 milioni di video viewers al mese  con un impatto di circa il 20% sulle revenue dei ricavi totali digitali. Un market place dedicato all’esperienza video del lusso. Tra una settimana si aggiungeranno altri due player internazionali dopo Chanel, Visa e Tudor”. La scelta strategica di studiare prodotti adattabili sugli schermi dei device (smartphone e tablet) premia Vanity Fair primo hub digitale, che “oggi conta 7 milioni di utenti unici, di cui oltre il 40% di traffico arriva da mobile – continua Usai -. Il brand ha una total audience che supera i 10 milioni di interazioni. Un traffico sano e non drogato o comprato”. A novembre Vanity Fair registrava un media annuale di 6,4 milioni di utenti unici (+106% yoy) e 104 milioni di pagine viste (+124% yoy) e Wired, altro pilastro di CN, 3,2 milioni di utenti unici (+101% yoy) e 23 milioni di pagine viste (+86% yoy) di cui il 50% da mobile.

La media company per il prossimo anno si prefigge di aumentare del 40% il fatturato adv digital, tripicarlo su CN Live e crescere del 4% sulla stampa

“Il digital cresce del 20% nel 2014 e rappresenta l’11% del fatturato totale pubblicità – spiega Domenico Nocco, Executive VicePresident Finance&Operations di Condé Nast -: Vanity Fair, GQ, Wired, Vogue (i brand che hanno una presenza digitale) incidono sul totale pubblicità per il 15%. Per il 2015 gli obiettivi di Condé Nast sono di aumentare il fatturato adv del 40% sul fronte digital, tripicarlo su CN Live e crescere del 4% sulla stampa”. Il 2015 vedrà CN protagonista di tre nuovi progetti. “Implementeremo l’asset di GQ, Wired e Uomo Vogue – continua Usai -. Il traffico dei maschili oggi vale 5 milioni di utenti unici entro giugno 2015 arriveremo a 7 milioni di utenti unici, creando un polo in grado di bilanciare il ruolo di Vanity Fair sul fronte femminile. Inoltre a partire da febbraio dell’anno prossimo lanceremo un nuovo prodotto digitale, unico sul mercato, dedicato al mondo del beauty e del fashion in collaborazione dei principali player che aggrerà i migliori blog e influencer e vivrà anche sul territorio con eventi. L’ultima novità è tutta per La Cucina Italiana. “Dal prossimo anno CN acquisterà il restante 20% del brand, diventando proprietaria al 100% della storica testata e de La Scuola de La Cucina Italiana  – dichirara Nocco -. Il fatturato pubblicitario de La Cucina Italiana, sotto CN, nel 2014 è stato di 1,2 milioni, una crescita del 200% rispetto al 2013. Nel 2015 prevediamo di crescere del 25%. A marzo il brand avrà una nuova presenza digitale che coinvolgerà anche La Scuola de La Cucina Italiana”.

                                                                                                                                                             Fiorella Cipolletta