LeWeb: Disruption come ecosistema

12 dicembre 2014

Anche quest’anno, è tornato sul palco di LeWeb Brian Solis (nella foto), Principal di Altimeter, per parlare di disruption. Per Solis, si tratta di qualcosa che interrompe le regole e cambia il comportamento delle persone e dei mercati che questa volta racconta da una prospettiva diversa, quella di disruption come ecosistema. “L’innovazione è una costante e noi dobbiamo cominciare a pensare alla tecnologia in modo differente se vogliamo creare qualcosa che continui a far parlare di sé nei prossimi 10 anni”, dice Solis. Essere disruptive è diventato un vero e proprio bisogno.
“Perché avviene il cambiamento? Semplicemente perché questo è il modo in cui sono sempre andate le cose, da sempre”, spiega. Ne parla come un ecosistema, Solis. Un sistema vivo, formato da più prodotti che danno vita a un organismo con un cuore pulsante. “Il futuro è fatto di tecnologie disruptive in grado di creare dei veri e propri ecosistemi, non singoli prodotti”. E porta con sé sul palco due realtà che ben spiegano il concetto.

“Quello che facciamo è considerare l’esperienza come una naturale estensione della persona stessa” dice Marcus Weller, ceo di Skully, il casco intelligente, integrato con bluetooth, wifi, telecamera posteriore angolare e GPS. Un gioiellino tecnologico e di design che dev’essere stato accolto con molto favore dai motociclisti visto che, su Indiegogo, ha raccolto 250mila dollari nei primi online slots 8 minuti e 30 secondi di campagna.

Non è da meno l’altro ospite di Solis sul palco, Jeremy Johnson, ceo di Andela. Portare nelle aziende di tutto il mondo le menti più brillanti in fatto di web development è l’obiettivo di questo “acceleratore di talenti”, che ha scelto di partire da una specifica area del mondo, la Nigeria. “Se pensiamo che in questo paese c’è il 90% di disoccupazione, possiamo capire quanto potenziale di talento ci sia lì, così come in tutta l’Africa” dice Johnson, la cui azienda ricerca le risorse con più talento, le paga per poter insegnar loro a essere sviluppatori web di altissima qualità e, dopo averli formati, li mette in collegamento con aziende alla ricerca di top developer. Andela, così come Skully, combina un’ottica orientata al design, una vision lungimirante e progresso (più istruzione in Africa con Andela e più sicurezza stradale per Skully) e crea attorno a questo vere e proprie piattaforme integrate. In un parola, disruption.
E anche se Andela non avrà raccolto migliaia di dollari in pochi minuti, quello che fa è trasformare il mondo dando opportunità straordinarie ai giovani – di un continente come l’Africa – attraverso l’istruzione. E questo, forse, vale più di mille campagne di crowdfunding.


Eugenia Morato