InTarget Group, 2014 a +20%. Cresce la profittabilità

12 dicembre 2014

Il gruppo guidato da Nicola Tanzini lancia la metodologia Multichannel Analytics

“Chiudiamo il 2014 con una crescita che dovrebbe attestarsi intorno al 20% su un 2013 che già era stato positivo. In particolare abbiamo registrato un forte incremento della profittabilità dell’azienda rispetto allo scorso anno”. Nicola Tanzini (nella foto), presidente di InTarget Group, racconta così l’annata della società specializzata in soluzioni integrate per il business digitale. “Ben più di un anno fa – afferma il manager – abbiamo avviato un percorso che oggi ci ha portato a essere riconosciuti come un’agenzia specializzata in performance marketing, in grado di muoversi a 360° sul mercato. Una strategia premiante, ce lo confermano i tanti clienti che ci hanno rinnovato la fiducia, con i quali abbiamo spesso ampliato le aree di collaborazione, e il new business. Abbiamo lavorato anche per promuovere la cultura del web analytics presso le aziende. Oggi il dato rappresenta un driver di valore strategico per ogni marca in grado di rispondere al bisogno di ridurre la dispersione degli investimenti in comunicazione”. E in questa direzione va la metodologia Multichannel Analytics, anticipata da InTarget Group nel corso dell’ultima edizione di IAB Forum.

Multichannel Analytics è una metodologia sviluppata da InTarget Group in partnership con CoreAnalytics, società di consulenza specializzata nella misurazione del ROI economico dell’adv on e offline e del marketing mix su vendite e altre metriche di business. Questo sistema di analisi consente a brand e aziende che investono in attività digital e non di misurare concretamente l’apporto che le diverse leve di comunicazione hanno su un percorso di conversione anche quando questo si conclude offline. “Le metriche digital classiche ci aiutano fino a un certo punto – spiega Tommaso Galli, managing director di InTarget Intelligence – Non sono in grado, ad esempio, di dirci l’effettiva incidenza che una campagna online ha sui risultati di marca. Questo approccio all’analisi dei dati, invece, ci restituisce una fotografia dettagliata del ROI delle attività digital e di tutte le altre leve coinvolte, permettendo di analizzare l’effettiva efficacia in termini di vendite di ognuna di esse. Grazie all’applicazione di questa metodologia è possibile ad esempio misurare quante entrate sono state determinate dagli investimenti sul canale digital e quanto hanno influito in termini percentuali sul risultato globale. Un quadro analitico dalla grande valenza strategica per brand e aziende in quanto appresenta il punto di partenza per le successive proiezioni su investimenti futuri e risultati attesi”. Il processo si articola in tre step.

“Prima di tutto – afferma Galli – è necessario definire gli obiettivi di misurazione. Il secondo passo implica la raccolta dei dati su più anni. Così diamo vita a una matrice che incrocia dati di business, investimenti media offline, investimenti media online e dati di mercato su base settimanale. Partendo da questi numeri è possibile costruire un modello statistico capace di mettere in correlazione i diversi aspetti della strategia aziendale”. Questo modello di analisi consente alle aziende di ‘misurare’ concretamente l’efficacia del digital all’interno del media mix. “Bastano piccoli spostamenti nelle allocazioni del budget per produrre sensibili incrementi delle vendite – conclude il manager -. Gli investitori raccolgono tanti dati, li accumulano, ma spesso non si rendono conto di avere a disposizione una miniera d’oro”.