Nenna: “Mercedes: c’è ancora tempo per rendere la gara trasparente”

10 dicembre 2014

Il vicepresidente di AssoCom commenta il Digital Business Game 2015

Più che la via della condanna, Emanuele Nenna sceglie la strada del dialogo  nell’approcciare l’operazione ‘Digital Business Game 2015’ di Mercedes-Benz Italia, duramente attaccata nei giorni scorsi dal presidente Adci, Massimo Guastini. “Il messaggio che passa da questa operazione – commenta il vicepresidente di AssoCom – rischia di raccontare il mestiere delle agenzie come un gioco, invece di descriverlo per quello che è: un lavoro portato avanti ogni giorno da fior di professionisti. Questo rischia di penalizzare l’immagine del comparto. Detto ciò, credo che quello di Mercedes sia più che altro uno svarione di comunicazione”.

Solo un errore di forma? “Non ritengo che l’azienda  – risponde Nenna – abbia voluto intenzionalmente svilire il nostro lavoro, anzi credo sia stata animata dal desiderio di vitalizzare il processo di selezione, dando vita a un nuovo modo per entrare in contatto con le agenzie. Certo, il messaggio che arriva alle agenzie è tutto diverso. Ci sono degli elementi che non vanno nella direzione della trasparenza, ma c’è ancora tempo per intervenire”. Precisa il manager: “Trasparenza vuol dire fornire un numero massimo di partecipanti e il budget. Si tratta di un progetto apparentemente molto articolato: che senso ha chiedere uno sforzo importante a un numero imprecisato di agenzie? Al di là dei giudizi etici, penso che una condotta di questo tipo porti un cattivo risultato all’azienda per prima. Non è il modo corretto per selezionare un partner. Sarebbe meglio che  la gara fosse remunerata, ma ormai questa sembra una battaglia abbandonata: nel mondo reale le aziende non vogliono dare rimborsi. Dato per assodato questo punto, dobbiamo almeno essere intransigenti sulla trasparenza delle regole del gioco: una gara deve essere rispettosa del lavoro delle agenzie. Per questo credo sia importante confrontarci, prima di puntare il dito. Questa gara può ancora diventare trasparente. Noi siamo pronti al dialogo”.

Andrea Crocioni