Massimo Guastini su Mercedes: “Un vero atto rivoluzionario? Remunerare le gare”

9 dicembre 2014

Le critiche del presidente Adci al ‘Digital Business Game 2015’ della casa automobilistica

“Per essere veramente rivoluzionari oggi basterebbe organizzare una gara remunerata per le agenzie partecipanti e che non metta fra i principali requisiti gli aspetti economici”: il presidente dell’Art Directors Club Italiano, Massimo Guastini (nella foto), dà un giudizio tranchant dell’operazione ‘Digital Business Game 2015’lanciata da Mercedes-Benz Italia per selezionare il nuovo partner digitale (clicca qui per vedere la notizia). “Si tratta di una gara come le altre, con l’aggravante che l’azienda cerca di dare una patina accattivante a un processo di selezione che presenta diverse falle – sottolinea il pubblicitario -. Mi chiedo dove stia la rivoluzione e mi stupisce che sia un brand così prestigioso a proporre una cosa del genere”. Ma quali sono gli aspetti più critici? “Di fatto viene chiesto alle agenzie, spesso già sotto-staffate, di lavorare centinaia di ore gratis. Non si parla di rimborsi, non si chiarisce se c’è un limite al numero di partecipanti, vengono chiesti alle strutture candidate i requisiti, ma non sono esplicitate le regole di ingaggio. Anche se vedessi in questa operazione un’opportunità su cui investire non mi viene detto in concreto cosa c’è in palio. Le agenzie serie non possono permettersi di sperperare ore di lavoro. C’è un aspetto pseudo cool in questa inziativa che non va confuso con la trasparenza”.

E rincara la dose il presidente Adci: “Si spettacolarizza il fenomeno gara, si fa passare il concetto che il nostro non è un lavoro e che lavorare gratis è una cosa normale. Addirittura si trasformano i fornitori in ambassador. Nel bando si parla di scouting, di ricerca di un partner, ma si è partner quando esiste una reciprocità, che in questo business game manca. Se cerchi un partner lo rispetti dall’inizio, mentre qui il messaggio sembra essere: prima di sapere quello che vali ci sarà una selezione su quello che chiedi.Basta traslare questo meccanismo e applicarlo a una banale ricerca di lavoro per comprenderne l’assurdità: chi accetterebbe di essere selezionato con questi presupposti?”. Cosa faranno le agenzie? Interpreteranno il ‘gioco’ di Mercedes come un’opportunità, o faranno prevalere le riserve di carattere etico manifestate da Guastini? Il numero delle candidature spontanee sarà, al di là delle dichiarazioni di circostanza, il reale indicatore dello stato del nostro mercato.

Andrea Crocioni