Nel segno dell’iguana: apre a Milano Iggy Post

27 novembre 2014

A Milano arriva un’iguana a portare una ventata di aria fresca nel mondo della post produzione. Parliamo di Iggy Post (www.iggypost.com), nuova realtà del settore fondata proprio nel capoluogo lombardo da Giulia Pavoni e Alessandro Clerici: la prima forte di una solida esperienza come producer e nel mondo della computer grafica, il secondo attivo come regista dopo essere cresciuto professionalmente nel reparto cinema dell’agenzia Selection. Operativa dallo scorso marzo, Iggy Post ha da qualche settimana inaugurato la propria sede di via Carducci. La società di post produzione video, specializzata nella realizzazione di spot pubblicitari, si rivolge principalmente ad agenzie, case di produzione e aziende, ma strizza l’occhio anche al mondo dei media e più in generale dell’entertainment.

“I nostri servizi – spiega Giulia Pavoni a Today Pubblicità Italia – spaziano dal montaggio offline e online al compositing, passando per CGI 3D e color correction, fino ad arrivare al materiale per la messa in onda. Con il nostro gruppo di lavoro siamo in grado di proporci con un’offerta completa”. I primi passi dell’inguana sembrano andare nella giusta direzione, tanto che Iggy Post può già mettere in vetrina un portfolio di lavori di tutto rispetto. “Fra i primi a darci fiducia – sottolinea Pavoni – una multinazionale come Perfetti Van Melle e la sua agenzia Selection, che ci hanno coinvolti su campagne italiane e internazionali”. E prosegue: “Puntiamo molto sulla qualità del servizio. Essere una struttura di piccole dimensioni, snella, che si è adattata alle condizioni di mercato in cui operiamo, non ci penalizza in questo. In tanti ci hanno detto che aprire in questo scenario rappresenta un atto di coraggio. Siamo consapevoli di muoverci in un settore fatto di relazioni consolidate, di scelte compiute spesso per abitudine, afflitto da rigidità che non fanno bene a nessuno. Da un settore più aperto, più responsabile nella distribuzione del lavoro e capace di cogliere il valore di apporti differenti, ci guadagnerebbero tutti”, conclude Pavoni.

 

Andrea Crocioni