Imille, la realtà virtuale asset per l’entertainment, il trade marketing e la ricerca

26 novembre 2014

Paolo Pascolo, creative director: “Innovazione, cultura del progetto e passione”

Imille, la creative agency for emerging media, chiuderà il 2014 “in linea con le aspettative, ovvero con un fatturato praticamente identico a quello del 2013. Quello in corso è stato un anno di svolta, perché abbiamo investito molto in ricerca, compiuto dieci anni e cambiato sede. A breve rilasceremo un prodotto estremamente innovativo per il trade marketing”, anticipa Paolo Pascolo (nella foto), creative director della struttura. Un’agenzia completa e specializzata in campo digitale, sempre alla ricerca di nuove tendenze.  “Oltre al web, il mobile e il social, nell’ultimo anno ci siamo concentrati molto sulla realtà virtuale che consideriamo molto più che un trend – prosegue Pascolo -. Entro il 2015 Oculus lancerà sul mercato il suo primo prodotto consumer e forse anche Sony. Noi stiamo lavorando da più di un anno con i prototipi di Oculus DK1 e DK2. Crediamo che la realtà virtuale, così come i wearable, possano avere un grande spazio nel prossimo futuro. La realtà virtuale non sarà solo un territorio per pro-gamer ma diventerà un asset per l’entertainment, il trade marketing e la ricerca”. Imille ha realizzato lo scorso ottobre il primo progetto in Italia con la realtà virtuale per Pan di Stelle.

“In occasione di Eurochocolate tutti i fan del biscotto di Mulino Bianco hanno potuto sperimentare un fantastico viaggio nel regno dei sogni. L’emozione provocata dalla completa ‘immersività’ della realtà virtuale ha generato reazioni di entusiasmo. Migliaia di persone hanno atteso pazientemente per ore per poter provare un viaggio di tre minuti e nessuno di loro si è pentito di aver atteso così tanto. Pensiamo che la realtà virtuale possa essere una modalità molto interessante per fare storytelling e siamo convinti che molti brand potranno sfruttarlo in modo creativo”. La forza de Imille si fonda su tre valori. “Innovazione, cultura del progetto e passione. Innovazione perché nel digitale per essere competitivo devi sempre investire in soluzioni all’avanguardia. Cultura del progetto perché, anche se lavoriamo nei new media, crediamo nella formazione classica nel design, che significa conoscere la tipografia, la gestalt e l’uso delle immagini. Passione perché… se non ce n’è abbastanza, tutto quello che abbiamo detto fin qui non ha nessun senso”, conclude Pascolo.