Nielsen: gli italiani amano le private label

19 novembre 2014

Giovanni Fantasia

Il 47% degli italiani ritiene che alcune private label siano superiori ai marchi più famosi e il 64% dichiara che le marche private possono essere una buona alternativa a quelle tradizionali (nel 2010 era solo il 37%). È quanto emerge dalla Nielsen Global Survey on Private Label and Premiumization Trends, indagine condotta da Nielsen su un campione di 30 mila individui in 60 Paesi, tra i quali l’Italia, tra il 17 febbraio e il 7 marzo 2014. Secondo la ricerca, ben il 42% degli italiani è disposto a pagare di più per una marca privata di qualità. Anche il giudizio sulla confezione è decisamente migliorato, tanto che solo il 25% dei consumatori la ritiene inadeguata, mentre il 50% pensa che abbia raggiunto gli standard di packaging delle grandi marche. Il 56% della popolazione italiana (rispetto al 23% del 2010) considera le marche private di qualità assimilabili ai prodotti di marca.

Dal punto di vista del fatturato, le marche private rappresentano il 18% del giro d’affari del largo consumo (vs. 13% nel 2007), una crescita di vendite dovuta all’incremento della qualità offerta. Per il 60% degli italiani è migliorata, tant’è che se il 66% le acquista principalmente per risparmiare, il 67% ritiene che il rapporto qualità prezzo di questi prodotti sia ottimo. In Italia solo il 36% degli intervistati considera i prodotti a marchio privato rivolti a chi ha un budget ridotto, in linea con l’opinione di paesi quali Germania (39%) e Gran Bretagna (37%), dove le marche del distributore hanno raggiunto quote di mercato ancora più importanti rispetto all’Italia. Diversa è invece l’opinione dei consumatori nei paesi dell’est, quali Bulgaria e Romania ad esempio, in cui le PL sono considerate ancora prodotti rivolti a chi si trova in ristrettezze economiche dal 60% dei consumatori.

Le categorie merceologiche che vedono il maggiore investimento del consumatore nelle marche dei distributori sono quelle del fresco e dei surgelati (il 26% di fatturato della categoria) e della cura della casa (22%). Seguono gli alimentari confezionati (16%) e, a distanza, i prodotti per la cura della persona (11%) e le bevande (9%).“Il consumatore italiano anche nelle private label ricerca la qualità – commenta Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia -. In prospettiva, la differenza tra la marca del distributore e quella dell’industria andrà sfumando, e ciò avrà come effetto quello di rendere il mercato del largo consumo ancora più competitivo e attrattivo”.